Secondo un recente studio, una buona flora batterica intestinale garantisce un benessere psicologico ottimo
Coloro che pensano che, “trattare male” un organo del proprio corpo non influisca sugli altri, si sbaglia! Sappiate, infatti che, avere una buona composizione della flora batterica nell’intestino, contribuiscono a rendere buone le funzionalità del proprio cervello garantendo, anche, il benessere psicologico. Lo studio condotto da John F. Cryan dello University College Cork, ha permesso di dar vita ad una nuova disciplina: la psicobiotica, che si concentra sullo studio del rapporto tra i microorganismi e problemi mentali.

Tale rapporto sembrerebbe essere dovuto al fatto che i batteri dell’intestino sintetizzano molecole, che influenzano notevolmente lo sviluppo del cervello sia nella vita fetale che dopo. Questo studio è correlato anche all’autismo dei bambini. Secondo Giovanni Biggio, professore di Farmacologia dell’Università di Cagliari, infatti: “Si aprono possibilità interessanti parliamo infatti di poter trattare, in un prossimo futuro, i disturbi cerebrali e mentali modificando la flora batterica intestinale. Per esempio,si puo’ ipotizzare di usare probiotici mirati in funzione antidepressiva. Ma ne derivano anche indicazioni per prevenire molti problemi nervosi e mentali”. Ad esempio, al momento della nascita il microbioma intestinale del neonato è dato dalla flora del canale vaginale della madre, quindi è necessario porre un’enorme attenzione alla flora, altrimenti potrebbe alterare quella del bimbo, con conseguenze anche sul suo cervello. Per questo, secondo gli esperti, il parto naturale è sempre meglio di quello cesareo, così come è necessario stare attenti alla somministrazione di antibiotici sui nostri bimbi, che potrebbero alterare anch’essi la flora intestinale.