Allo sviluppo un test che potrebbe rilevare la malattia di Alzheimer molto prima che i sintomi emergano
Si apre la strada allo sviluppo di un test del sangue in grado di rilevare con precisione la presenza dell’Alzheimer nell’organismo. Una ricerca della Rowan University School of Osteopathic Medicine di Stratford (Usa) presentata al congresso Omed 15 a Orlando (Usa), coordinata da Robert Nagele, si sta concentrando sull’utilizzo di ‘autoanticorpi’ come biomarcatori base del sangue in grado di rilevare con precisione la presenza della patologia e individuare anche lo stadio del suo avanzamento. E’ noto come la grande maggioranza delle malattie autoimmuni è accompagnata dalla presenza di autoanticorpi che rappresentano, quindi, i marcatori fondamentali per la diagnosi. I ricercatori sono partiti da questa considerazione per iniziare lo sviluppo di un test che potrebbe rilevare la malattia di Alzheimer molto prima che i sintomi emergano in modo tale da intervenire anche sugli stili di vita del soggetto così da rallentare la progressione della patologia. “Mentre la causa del morbo di Alzheimer rimane ancora non chiara è chiaro che il mantenimento nel cervello di una barriera emato-encefalica sana è una misura preventiva. Il diabete, il colesterolo alto, l’ipertensione e il sovrappeso, possono mettere invece a repentaglio la salute vascolare e di conseguenza agevolare la formazione delle placche della proteina beta-amiloide che inibiscono le sinapsi, ovvero i collegamenti tra i neuroni, dando inizio al processo irreversibile della demenza,” sottolineano i ricercatori.
