“Qualcuno aveva detto che nello spazio si perde il sapore, ma non è vero”
“Mi sto addestrando a Mosca, perché ripartirò per lo spazio nel 2017 e starò in orbita sei mesi. Nelle missioni di sei mesi devi diventare come un extraterrestre, se non lo sei non riesci a mangiare, a dormire, a vivere, ma il cibo è anche gusto e sapore. Alcuni studi hanno verificato che i primi cibi destinati agli astronauti avevano troppo sale, troppo sodio, quindi successivamente c’è stata molta più attenzione, anche se, per gli americani, più curry e più spezie c’erano, più sapore avevano gli alimenti. Qualcuno aveva detto che nello spazio si perde il sapore, ma non è vero”. Lo ha dichiarato l’astronauta milanese Paolo Nespoli al convegno ‘Lo spazio dà i suoi frutti – L’impegno della Regione Lazio nell’Agrospazio e nelle Applicazioni satellitari per l’Agricoltura’ a Expo. “Ora, rispetto al passato, abbiamo 200 tipi di cibi liofilizzati o termostabilizzati, o cibi irradiati da raggi Gamma, o cibi secchi, come le normali gallette. Abbiamo anche trovato il modo di mangiare cose che si sbriciolano, una vera conquista. Ci mancano molto però i cibi freschi. Tutto ciò che arriva sulla stazione è stato preparato 6/8 mesi prima, e deve durare un anno stando a temperatura ambiente. Non è facile trovare un cibo che resista a queste condizioni. Se uno potesse mangiare cibo fresco, la qualità della vita in orbita migliorerebbe notevolmente. Nello spazio una volta al mese arrivano i rifornimenti con arance, mele… Solo sentire il sapore delle cipolle ce le faceva sembrare buonissime”.
