L’attuale pattern atmosferico votato allo Scand+ continuerà a tenere spalancata la porta dei venti nord-orientali
Dopo le intense ondate di caldo che hanno caratterizzato lo scorso mese di Luglio, che a differenza delle previsioni stagionali si è rilevato estremamente caldo e molto secco (non solo in Italia), dal mese di Agosto abbiamo assistito ad un significativo cambio di circolazione, nell’area euro-mediterranea, che ha visto come protagoniste principali le correnti dai quadranti orientali. Difatti in questi ultimi tre mesi, il sempre più frequente posizionamento di importanti promontori anticiclonici dinamici fra il mar di Norvegia, la penisola Scandinava, parte dell’est Europa e la Russia europea, ha favorito una predominanza della ventilazione dai quadranti orientali sui mari che circondano l’Italia, con una prevalenza dei venti di grecale, levante e scirocco.

L’isolamento di questa struttura anticiclonica, che nei prossimi giorni manterrà i propri massimi proprio fra le Isole Britanniche e la Francia, con un cuneo allungato fino alla Germania e alla Repubblica Ceca, non farà altro che favorire l’apertura della porta di nord-est, con l’avvento dei freschi venti di bora e grecale sulle nostre regioni, finora latitanti. Solitamente la presenza di un robusto promontorio anticiclonico sull’Europa centrale o sulle Isole Britanniche, che presenta delle propaggini anticicloniche in grado di allungarsi verso la Scandinavia o il Baltico, mentre al contempo una profonda area ciclonica si colloca sui mari attorno l’Italia, possibilmente con un minimo barico al suolo sul Tirreno o sull’Adriatico (situazione tipica in inverno), determina la condizione sinottiche ideali per l’attivazione della bora sul Golfo di Trieste e lungo le coste di Istria e Dalmazia e dei venti di grecale fra Tirreno, Sardegna e Ionio. In questo caso il “gradiente barico orizzontale” (differenze di pressione) che si origina lungo i margini delle due figure bariche antagoniste, origina un sostenuto flusso nord-orientale o orientale che richiama masse d’aria fresche (fredde nel periodo invernale e in primavera, quando sopra le pianure dell’est Europa si deposita il “cuscino di aria fredda continentale”) e molto dense di origine continentale, o gelide se provengono direttamente dalle latitudini artiche o dall’area russo-siberiana (in tal caso parleremo di Burian, e su Trieste il termometro scende abbondantemente sotto i +0°C), che dalla pianura Danubiana e dall’area dei Carpazi si muovono verso i rilievi dell’altopiano del Carso e le Alpi orientali.
Nei prossimi giorni assisteremo ad uno scenario simile, anche se come già sottolineato le masse d’aria che raggiungeranno le nostre regioni saranno di tipo temperato continentale, fresche ma non fredde. Questo flusso di aria più fredda d’estrazione continentale già a metà settimana comincerà ad approssimarsi verso l’Austria, la Slovenia e la Croazia, addossandosi lungo le Alpi Dinariche. Una volta raggiunti i monti del Carso e le Alpi orientali queste masse d’aria fresche e più dense, di origine continentale, saranno costrette a incanalarsi lungo i bassi valichi (definite anche come porte) presenti sui monti del Carso e sulle Alpi Dinariche (Bosnia Erzegovina), per traboccare con intensi “deflussi” (raffiche di caduta vorticose e turbolenti) verso le coste adriatiche, il breve tratto costiero sloveno e le coste dalmate, fino alle porte di Zara-Zadar. Questi valichi naturali, caratteristici del Carso, favoriscono l’incanalamento dei venti, provenienti dai quadranti orientali e settentrionali, convogliandoli, tramite fortissime raffiche di caduta e turbolenti deflussi, che agevolmente possono sfondare la soglia dei 120-130 km/h, in direzione del mar Adriatico.
