Prime manovre invernali fra Scandinavia e Russia europea, aria molto fredda d’estrazione artica sta per invadere le pianure Sarmatiche

Nuova ondata di freddo in rotta fra Scandinavia e Russia europea

Mentre il flusso perturbato atlantico prova a ripartire, con una decisa accelerazione delle velocità zonali sul nord Atlantico, il nuovo rialzo della pressione atmosferica fra l’Europa centrale e la penisola Scandinava, indotto dall’anomalia positiva di geopotenziale accennata da diversi giorni, favorirà la discesa di un nucleo di aria particolarmente fredda fra la Finlandia e la Russia europea. Insomma, il freddo, in discesa dalle latitudini artiche, ancora una volta ha deciso di prendere la via russo-scandinava.

Nel corso della settimana una parte di quel vasto lago di aria gelida, d’estrazione artico marittima, ora posizionato fra l’Artico norvegese e il mare di Barents, scivolerà molto gradualmente verso la Lapponia, la Finlandia e la Russia europea, con successivo interessamento anche sui paesi dell’Europa orientale, dove il freddo comincerà a sedimentarsi nei bassi strati entro la prima decade di Novembre. Già fra le giornate di domani e giovedì parte di quest’aria molto fredda scendendo in direzione della Finlandia e della Russia europea l’apertura di un “canale di correnti molto fredde”, d’estrazione artico marittima continentalizzata (spessore dello strato d’aria fredda sui 1.5-2.0 km), che dalla Finlandia si propagherà, gradualmente, fin verso la Russia europea, la Bielorussia e l’Ucraina orientale.

12039264_985090498181039_2121265148309398347_nIn sostanza si tratta di una prima manovra invernale, che nel medio-lungo termine, durante il mese di Novembre, potrebbe avere dei risvolti importanti anche su parte del vecchio continente, inclusa la nostra penisola, portando ad un significativo cambio circolatorio. L’avvento di queste masse d’aria fredde, di tipo continentale, sui paesi dell’est Europa sarà favorito dall’entrata in fase fra il robusto promontorio anticiclonico di blocco, che si posizionerà fra l’Europa centrale e la Scandinavia, e la profonda depressione extratropicale, riempita di aria gelida artico continentale a tutte le quote (altro non è che il “lobo siberiano” del vortice polare), che staziona sull’Artico russo, a ridosso delle coste artiche siberiane. Nel frattempo a metà settimana, mentre il nucleo di aria fredda si verserà sopra le pianure Sarmatiche portando una drastica diminuzione delle temperature e nevicate a carattere sparso fino al suolo il promontorio presente sulla Scandinavia tenderà a rafforzarsi ulteriormente, presentando elevati massimi di geopotenziale in quota (500 hpa).

Lungo il bordo più meridionale di questo figura anticiclonica scandinava si instaurerà una debole ventilazione da NE e E-NE che convoglierà una parte di questa aria fredda, ormai continentalizzata, accumulata sopra le pianure della Russia europea, fin verso gli Oblast’ della Russia europea meridionale, la Bielorussia e l’Ucraina, dove i termometri subiranno una diminuzione significativa. Visto l’assetto della figura anticiclonica dinamica la massa d’aria fredda dovrebbe essere in grado di penetrare sulle pianure della Russia meridionale, Bielorussia, Ucraina, dove si faranno strada le prime significative gelate di stagione, pronte a spianare il terreno per le prime nevicate al piano, fino al cuore dell’Europa centro-orientale.

Durante l’incursione non sono escluse delle nevicate, nonostante la presenza di valori pressori molto elevati, superiori ai 1030 hpa. Difatti, pur trattandosi di masse d’aria molto fredde, e quindi stabili nei pressi del suolo, una volta attraversate le grandi pianure della Russia europea, la Bielorussia e l’Ucraina, durante la loro discesa verso sud-ovest, esse possono costringere aria più mite e umida, incontrata durante il percorso verso l‘Europa centrale, a sollevarsi forzatamente verso l‘alto, generando una diffusa nuvolosità “avvettiva” (altostrati e nembostrati con basi molto basse), apportatrice di precipitazioni sparse, prevalentemente nevose fino al piano.

Credit NOAA

Trattandosi di masse d’aria artiche continentali, d’estrazione siberiana, queste si presenteranno piuttosto fredde solo nei bassi strati, visto che presentano uno spessore non superiore ai 1.5-2.0 km. Ciò farà avvertire il gelo maggiormente nelle località a bassa quota, mentre in quota i valori termici potranno risultare anche un po’ più elevati. Nei prossimi giorni il deposito delle masse d’aria fredde nei bassi strati, assieme all’effetto “Albedo” indotto dai terreni innevati, produrrà forti inversioni termiche che potranno far sprofondare i termometri, anche al di sotto dei -5°C -8°C. In questi paesi, come nel resto dell’Europa orientale, si aprirà una fase climatica decisamente fredda, e più che consona per la stagione invernale, pronta ad esordire proprio dalla prima decade di Novembre.