Il tumore della prostata è oggi la seconda forma di cancro più comune negli uomini, con più di 250mila decessi ogni anno
Un nuovo test per individuare il tumore alla prostata gia’ nella sua fase iniziale e permettere cosi’ una cura piu’ efficace della malattia. Lo ha messo a punto un team di ricerca tutto italiano, coordinato da Luca Prodi, docente al Dipartimento di Chimica dell’Universita’ di Bologna. Lo studio, pubblicato sulla rivista Faraday Discussion, illustra una strategia innovativa per sviluppare un sensore economico e altamente sensibile in grado di quantificare la sarcosina, una molecola che sarebbe indice della presenza di un cancro prostatico in corso di evoluzione. Il tumore della prostata e’ oggi la seconda forma di cancro piu’ comune negli uomini, con piu’ di 250mila decessi ogni anno. La sua diagnosi precoce aumenta drasticamente il successo della terapia, portando ad una sua completa guarigione e diminuendo cosi’ il livello di mortalita’ tra i pazienti. Esiste gia’ un test per individuare la patologia, basato sulla quantificazione dell’antigene prostatico specifico (Psa), ma ha come limite fondamentale quello di dare un elevato numero di falsi positivi. Alla base del nuovo strumento di indagine, invece, c’e’ l’elettrochemiluminescenza (Ecl), tecnica da anni al centro dell’interesse del gruppo di ricerca coordinato da Francesco Paolucci, docente dell’Universita’ di Bologna, e oggi principale metodologia di analisi clinica in commercio per la diagnosi precoce del cancro alla prostata. Lo studio dei ricercatori italiani sfrutta l’interazione di un recettore supramolecolare, sintetizzato e appositamente sviluppato dal team guidato da Enrico Dalcanale, dell’Universita’ di Parma, che permette di catturare la sarcosina in campioni di urine. Il nuovo sensore e’ stato testato, in collaborazione con l’Universita’ di Verona, su campioni reali di pazienti affetti da cancro alla prostata e i risultati ottenuti sono incoraggianti. L’obiettivo ora e’ sviluppare un test standardizzato e con tempi veloci di analisi mentre il team sta gia’ pensando di estendere il suo approccio ad altre patologie come ad il diabete.
