Grazie al nuovo strumento SPHERE dell’ESO si sono osservate per la prima volta alcune strutture in rapido movimento all’interno di un disco circumstellare
Proprio in questa stagione, volgendo lo sguardo a Sud e guardando bassi sull’orizzonte, si nota una piccola e debole costellazione situata tra il Capricorno e il Sagittario, la costellazione del Microscopio. Nella zona di cielo da essa occupata, a una distanza relativamente piccola da noi (30 anni luce), c’è AU Microscopii (AU Mic), una stella molto giovane, attiva e contornata da un disco di polveri e detriti che da diverso tempo è oggetto di studio da parte degli astronomi. Infatti fin dalle prime osservazioni AU Mic ha mostrato strutture asimmetriche lungo il piano mediano del disco alla distanza di circa 20 unità astronomiche dalla stella (a una distanza cioè pari a 20 volte la distanza della Terra dal Sole).

La cosa più sensazionale è che, dal confronto temporale tra le nostre immagini e quelle di Hubble, si è potuto notare che tali strutture si muovono. Le loro velocità sono molto elevate tanto che le strutture più esterne sembrano muoversi di moto non-Kepleriano, associato al disco. Estrapolando le osservazioni indietro nel tempo sembra di poter trovare un’origine di tali strutture circa 15 anni fa».
Il contributo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) a SPHERE è molteplice. Capeggiato dall’Osservatorio Astronomico di Padova, ha visto l’attiva e preziosa collaborazione anche degli Osservatorio Astronomici di Catania e Capodimonte, e dell’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica cosmica (INAF-IASF) di Milano. La partecipazione di INAF al top management di SPHERE è stata garantita da Massimo Turatto, Co-I di SPHER,E coadiuvato da Riccardo Claudi (PM del contributo INAF). Il gruppo coordinato da Andrea Baruffolo e costituito Daniela Fantinel, Bernardo Salasnich dell’INAF-Osservatorio di Padova e Pietro Bruno dell’INAF-Osservatorio di Catania si è occupato dell’implementazione del software di controllo dell’intero strumento. Il gruppo coordinato da Riccardo Claudi (INAF-OAPd) e costituito da (in ordine alfabetico) Umberto Anselmi (INAF-OAPd), Jacopo Antichi (INAF-OAPd), Enrico Cascone (INAF-OACa), Vincenzo DeCaprio (INAF-OACa), Silvano Desidera (INAF-OAPd), Giancarlo Farisato (INAF-OAPd), Enrico Giro (INAF-OAPd), Raffaele Gratton (INAF-OAPd), Luigi Lessio (INAF-OAPd), Dino Mesa (INAF-OAPd), Salvo Scuderi (INAF-OACt), ha progettato e costruito l’Integral Field Spectrograph, uno dei tre strumenti scientifici di SPHERE. La validazione scientifica dello strumento è stata guidata da Raffaele Gratton (INAF-OAPd), scienziato dello strumento, assieme a Riccardo Claudi, Silvano Desidera, coordinatore della NIR Survey, Dino Mesa e Alice Zurlo.
Gli Istituti Coinvolti nella ricerca, oltre all’INAF, sono: ESO, Institut de Planétologie et d’Astrophysique de Grenoble, Francia, Max-Planck-Institut für Astronomie, Germania, Laboratoire d’Astrophysique de Marseille, Francia, Observatoire de Genève, Svizzera, Laboratoire Lagrange, Nizza, Francia, Laboratoire d’Etudes Spatiales et d’Instrumentation en Astrophysique, Parigi, Francia, Eidgenössische Technische Hochschule, Zurigo, Svizzera, University of Amsterdam, Olanda, Office National d’Etudes et de Recherches Aérospatiales, Châtillon, Francia, Stichting ASTRonomisch Onderzoek in Nederland, Olanda