Come 4 anni fa, anche oggi il riscaldamento delle acque dei pozzi aveva preannunciato il terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna
Prima del sisma del 2012, gli abitanti dell’Emilia avevano più volte fatto presente un fenomeno alquanto strano: il riscaldamento eccessivo delle acque dei pozzi. Fenomeno a cui fu dato scarsa attenzione da parte delle istituzioni, per poi dargliene qualche giorno dopo il sisma con dovuti accertamenti e ricerche. A Medolla, proprio lì dove solo ieri c’è stato un terremoto con una scossa di magnitudo 3.5, il fenomeno è abbastanza “tipico”. Pare infatti che, il grano germoglierebbe prima a causa della temperature diverse tra falda acquifera e superficie. Gli studiosi affermano, infatti che, prima o dopo i terremoti le acque si riscaldano o si alza il loro livello, il sottosuolo emette sostanze gassose che portano alla morte di piante ed animali, i quali assumono anche strani comportamenti. Tutto sembrerebbe dovuto alla compressione delle faglie, almeno questo fu quello che accadde, 4 anni fa in Emilia prima del terremoto. A differenza di 4 anni fa, la segnalazione di alcuni abitanti è stata accolta subito dalle forze dell’ordine, che hanno avvisato i tecnici che, avrebbero dovuto visitare il luogo per accertare che il riscaldamento dell’acqua fosse dovuto a qualche movimento del suolo. Gli abitanti, infatti, si erano resi conto nei giorni scorsi del fenomeno, ma non si erano preoccupati più di tanto. La temperatura aveva, ormai, raggiunto i 50 gradi e prima dell’arrivo dei tecnici, ecco subito la scossa di terremoto, che ha fatto tornare la paura negli animi dei cittadini. Il fenomeno delle terre calde di Camurana è conosciuto da tempo dai geologi, ma solo dopo il violento terremoto del 2012 è stato preso in seria considerazione.
