Terremoto L’Aquila, l’esperto: “problema scambio scienza-politica”

“Nel caso del terremoto dell’Aquila il problema non e’ stato tanto di tipo scientifico, quanto di interferenza e di scambio di ruoli tra politica e organi scientifici di valutazione. Le associazioni scientifiche che si occupano di tali questioni stanno ragionando proprio su questo interrogativo”. Cosi’ il docente universitario Francesco Stoppa, ordinario di Geochimica e Vulcanologia alla ‘d’Annunzio’ di Chieti, nel corso del suo intervento al convegno-dibattito “Verso la Cassazione”, rivisitazione e disamina della riunione della Commissione Grandi Rischi del 31 marzo 2009 all’Aquila. L’iniziativa, all’Aurum di Pescara, organizzata dall’associazione “Ilaria Rambaldi Onlus” di Lanciano (Chieti), presieduta dall’avvocato Maria Grazia Piccinini, mamma di Ilaria Rambaldi, una delle vittime del sisma aquilano, e’ stata promossa per fare il punto sul processo ai luminari della commissione Grandi Rischi, che approdera’ in Cassazione il prossimo 19 novembre, per il terzo grado di giudizio. “Non si tratta di un processo alla scienza – ha detto Stoppa – ma di un processo alla falsa rassicurazione. Dire che gli esperti vengono processati per non aver previsto il terremoto e’ una bugia reiterata che viene detta tuttora. La gran parte delle vittime della citta’ dell’Aquila – ha aggiunto – e’ morta in soli sette crolli, in edifici caratterizzati da vulnerabilita’; una vulnerabilita’ intuibile che non e’ stata intuita. Alla commissione Grandi Rischi era stato chiesto di fornire uno scenario del rischio”. Il docente, nell’esprimere dubbi sul metodo probabilistico utilizzato, che “ha molti difetti”, ha sottolineato che “dire che un terremoto e’ improbabile non e’ scorretto dal punto di vista del metodo usato in Italia”. Secondo Stoppa ha giocato un ruolo importante anche Giampaolo Giuliani, studioso della possibilita’ di prevedere i terremoti: “Con le sue previsioni – sostiene il professore – ha irrigidito le strutture, le quali, per smentirlo, hanno detto che ilterremoto era improbabile. Questo e’ un effetto psicologico e non scientifico”.