Terremoto Nepal, l’Unicef fa il punto della situazione sei mesi dopo la catastrofe
Secondo il nuovo rapporto UNICEF ‘Reaching the unreached’ lanciato oggi, i terremoti di magnitudo 7,8 e 7,3 che hanno colpito il Nepal il 25 aprile e il 12 maggio hanno avuto effetti devastanti sul paese: quasi 9.000 persone hanno perso la vita e 22.400 sono rimaste ferite, piu’ di 600.000 case sono state distrutte e quasi 300.000 danneggiate. Tra i 31 distretti (su 75) colpiti, particolarmente grave e’ stata la situazione di 14 distretti, con una popolazione colpita di 2,8 milioni di persone, di cui 1,1 milioni (40%) bambini. 530.000 persone in 11 distretti si sono trovate ad affrontare una grave insicurezza alimentare. Sei mesi dopo il terremoto, il paese ha lentamente cominciato a muoversi verso la ripresa e la ricostruzione. Tuttavia, data l’enormita’ dell’impatto e dei danni subiti, c’e’ ancora molto da fare, anche in vista del prossimo inverno: quasi 60.000 persone rimangono in 120 siti per sfollati, l’85% dei quali non sono adatti a sopportare la stagione fredda. Almeno 81.000 famiglie (400.000 persone) che vivono in zone d’alta quota hanno bisogno di rifugi in grado di proteggerli dall’inverno, realizzati con materiali durevoli, oltre a vestiti caldi, coperte, cucine e riscaldamento

LA RISPOSTA DELL’UNICEF- In questi sei mesi, l’UNICEF ha lavorato a stretto contatto con il governo del Nepal e gli altri partner umanitari per aiutare a ricostruire la vita dei bambini e delle donne colpiti dal terremoto nei settori fondamentali per la sopravvivenza, lo sviluppo e la protezione dei bambini: -Salute: 537.081 bambini tra i 6-59 mesi sono sati vaccinati contro morbillo, rosolia e poliomielite. 406,181 bambini hanno avuto un trattamento immediato contro la diarrea. 46.522 madri e neonati hanno avuto cure di emergenza. -Nutrizione: 157.660 madri di bambini tra 0 e 23 mesi hanno beneficiato di consulenza per l’allattamento. 373.546 bambini tra 6 e 59 mesi sono stati sottoposti a screening per l’identificazione del loro stato nutrizionale. 1.328 bambini tra 6 e 59 mesi con malnutrizione acuta hanno ricevuto cure terapeutiche. 326.091 bambini tra 6 e 59 mesi hanno ricevuto micronutrienti in polvere per migliorare le loro diete e prevenire carenze nutrizionali. 354.562 bambini tra 6 e 59 mesi hanno ricevuto capsule di vitamina A. -Acqua e servizi igienici: 655.910 persone sono state raggiunte da interventi di approvvigionamento idrico di emergenza, compresi il trasporto dell’acqua nei campi, la distribuzione di kit idrici, contenitori e prodotti per il trattamento delle acque.98.561 persone hanno avuto accesso all’acqua grazie ad interventi di riparazione e riabilitazione dei sistemi idrici. 174.951 persone hanno potuto usufruire di strutture igienico-sanitarie. -Istruzione: grazie al supporto dell’UNICEF, sono stati creati 1.568 Centri temporanei di apprendimento, di cui hanno beneficiato 141.600 bambini. Sono stati formati 4.593 insegnanti. 110 squadre hanno visitato oltre 6.300 scuole nei 14 distretti piu’ colpiti per valutare 55.000 aule: di queste, 34.500 aule (il 62%) sono risultate non sicure. La campagna ‘Back-to-school ‘ ha raggiunto oltre 1 milione di membri della comunita’ attraverso spot giornali, radio e televisione. 587. 330 bambini hanno beneficiato di kit scolastici e per lo sviluppo della prima infanzia. -Protezione: 956 persone (281 ragazze, 427 donne, 224 ragazzi, 44 uomini) sono stati separati dai trafficanti dopo il terremoto e hanno usufruito di protezione, supporto psicosociale, cure, vestiti. 8.906 bambini sono stati identificati come vulnerabili nei 14 distretti piu’ colpiti. 16.094 bambini hanno beneficiato di 226 spazi a misura di bambino. Per prevenire e rispondere alla tratta, sono stati istituti 84 posti di blocco della polizia in tutto il paese, comprese le frontiere con India e Cina. 161.877 genitori e figli sono stati raggiunti con messaggi di prevenzione e servizi di risposta.