Il verdetto a favore della sopravvissuta al cancro Yvonne D’Arcy viene celebrato come una “rivoluzione nella proprietà intellettuale”
Una nonna australiana di 69 anni e’ uscita vittoriosa da una battaglia da Davide e Golia contro una potente multinazionale farmaceutica, la Myriad Genetics degli Usa, titolare del brevetto del ‘gene del cancro al seno’. L’Alta Corte d’Australia ha stabilito all’unanimita’ che un gene mutato che causa un cancro non puo’ essere soggetto a brevetto, ne’ da’ diritto a controllarne l’uso. Il verdetto a favore della sopravvissuta al cancro Yvonne D’Arcy viene celebrato come una “rivoluzione nella proprieta’ intellettuale” e una vittoria per la ricerca medica e per la salute pubblica. I legali di D’Arcy, appartenenti alla Maurice Blackburn – la cui istanza era stata in precedenza respinta dalla Corte Federale – hanno argomentato con successo che le mutazioni nel gene detto BRCA1 sono componenti del corpo umano che si verificano naturalmente e che sono state scoperte, piuttosto che costituire un’invenzione che puo’ essere brevettata. L’affiliata australiana di Myriad Genetics, dal canto suo, sosteneva che il brevetto era necessario per assicurare innovazione e che la ricerca poteva essere commercializzata per sviluppare farmaci e trattamenti a beneficio di tutti. Il gene BRCA1 ha il compito di sopprimere i tumori, ma le sue mutazioni causano un rischio molto alto di cancro al seno e alle ovaie. Molte portatrici, come l’attrice Angelina Jolie, scelgono di sottoporsi a test per individuarle, per poi ricorrere a chirurgia preventiva se i test sono positivi. La Myriad Genetics in Usa e’ gia’ titolare del brevetto e ne aveva concesso la licenza d’uso all’affiliata australiana Genetic Technologies, che ha imposto finora ai medici la propria esclusiva sui test. Il verdetto dell’Alta Corte, ha detto la responsabile di Maurice Blackburn, Rebecca Gilsenan, mette fine ad anni di incertezza per le portatrici della mutazione. “La Corte ha riconosciuto che l’informazione genetica non e’ qualcosa che e’ ‘prodotta’ o ‘creata artificialmente’. Myriad non ha ‘creato, prodotto o alterato’ il codice genetico”. “E’ una vittoria per le pazienti, per la ricerca e per il buon senso”, ha aggiunto. L’ente rappresentativo dell’industria farmaceutica, Medicines Australia, avverte pero’ che il verdetto scoraggia investimenti in nuovi farmaci. “Dovremo considerare le implicazioni di questa decisione per molti brevetti detenuti dalle nostre case farmaceutiche, molte delle quali stanno ricercando e sviluppando nuove medicine biologiche”, ha detto il direttore Tim James.
