Soltanto il 4% delle acque del nostro pianeta si trova in un’area marina protetta e per questo, negli ultimi mesi, sono stati avviati diversi progetti internazionali per l’istituzione di nuove aree
Tutelare gli oceani è diventata una missione a livello planetario, ma nonostante ciò soltanto il 4% delle acque del Pianeta si trova in un’area marina protetta, mentre solo nello 0,5% c’è il divieto di pesca e d’estrazione di risorse dal sottosuolo. A lanciare l’allarme è stato uno studio condotto dall’università canadese della Columbia Britannica. Il piano strategico per la biodiversità, adottato nel 2010 dalle Nazioni Unite insieme ai relativi target di Aichi, prevede di raggiungere la tutela del 10% delle aree marine mondiali entro il 2020. “Non si tratta solo di istituire nuove aree protette – spiega l’autrice dello studio Lisa Boonzaier – ma di gestirle in modo adeguato e di estendere le zone dove è proibito il prelievo di petrolio e gas, così come di pesci, crostacei e alghe, in modo da raggiungere l’obiettivo di conservazione della biodiversità. Il problema principale – sottolinea l’esperta – non è tanto arrivare al 10%, quanto garantire una tutela effettiva ed efficace”.
