Il pilota del volo 9268 di Kogalymavia aveva espresso una serie di dubbi sulle condizioni meccaniche dell’aereo
Si sarebbe spaccato in volo l’Airbus A321-200 della compagnia russa Kogalymavia, precipitato ieri mattina nel Sinai uccidendo tutte le 224 persone a bordo. Su questo non hanno dubbi le autorita’ dell’aviazione civile russa, il che non esclude possa essersi trattato di un attentato, anche se l’ipotesi al momento viene considerata improbabile. La maggior parte degli esperti che, in attesa dei risultati dell’esame delle due scatole nere, si sono espressi in queste ore, ipotizza un cedimento strutturale dell’Airbus, seguito da una violenta depressurizzazione che avrebbe fatto precipitare improvvisamente l’aereo. Le uniche voci discordanti sono quella di un esperto britannico citato dalla Bbc secondo cui potrebbe invece trattarsi di un’esplosione a bordo, e di un esperto russo, che cita due ipotesi: una bomba nella stiva o un corto circuito che ha provocato un incendio e spento i motori.

Nel frattempo tutti i voli Airbus A321 della Kogalymavia (che dal 2102 opera con il marchio Metrojet), sono stati sospesi: lo ha deciso l’agenzia federale dei trasporti (Rostransnadzor). Esperti citati dal sito specializzato AirLive.net sostengono che l’aereo si sarebbe spaccato dopo una violenta depressurizzazione dovuta a una debolezza strutturale dell’Airbus A321-200. Il sito ricorda che il pilota del volo 9268 di Kogalymavia aveva espresso una serie di dubbi sulle condizioni meccaniche dell’Airbus in questione, parlando con la moglie. Per queste ragioni – precisa AirLive.net – appare altamente improbabile che l’aereo sia stato abbattuto da un’organizzazione terroristica. Tutt’altro il parere del professor Michael Clarke, direttore del Royal United Services Institute, secondo cui si dovrebbe prendere in considerazione l’ipotesi “non di un collasso meccanico, ma piuttosto di un’esplosione a bordo”. Il responsabile del think tank londinese si e’ poi detto “molto piu’ incline a credere, dovendo indovinare cosa sia successo a questo stadio dell’indagine, che si sia trattato di una bomba esplosa a bordo piu’ che di un missile lanciato da terra”. A Clarke ha fatto eco da Mosca – come scrive l’Associated Press – un esperto di un centro di ricerche locali sull’aviazione civile, Alexander Fridlyand. Alla tv russa l’esperto ha spiegato che se l’aereo e’ davvero precipitato in fretta come sembra, potrebbe essere conseguenza di un’esplosione nella stiva oppure un corto circuito che ha incendiato l’aereo e spento in maniera definitiva i motori.