Il Giappone dichiara aperta la caccia alle balene, l’Australia è pronta a contrastarla visto la volontà di invadere la sua zona economica esclusiva
Domani, il Giappone darà inizio alla caccia alle balene. I motivi di ricerca e studio non sono bastati nemmeno alla Corte Internazionale di Giustizia, che ha condannato l’attività e ritenute infondate le motivazioni. Nonostante questo, il Giappone ha deciso di proseguire e dichiarare aperta la stagione della caccia ‘scientifica’ al largo dell’Antartide. L’assurda attività toccherà anche un’area che rientra nella zona economica esclusiva dell’Australia, da cui arrivano dure critiche. Infatti, il ministro dell’Ambiente Greg Hunt si è opposto fortemente alla decisione del Giappone, mentre i Verdi e il gruppo attivista Sea Shepherd hanno richiesto al governo australiano di raccogliere prove legali contro Tokyo, in modo da porre fine una volta per tutte a questa attività. “Le autorita’ doganali australiane potrebbero anche sequestrare beni e mezzi appartenenti alla flotta baleniera – spiega il comandante di Sea Shepherd, Peter Hammarstedt – perche’ vi e’ un giudizio della Corte Federale d’Australia che ha multato la compagnia che le opera, per aver ucciso balene entro un santuario in acque australiane”.

Purtoppo Sea Sheperd non potrà contrastare questa assurda caccia, in quanto impegnata già a contrastare la pesca illegale del toothfish o austromerluzzo. Anche il ministro degli Esteri, Julie Bishop dichiara di aver espresso la sua contrarietà alla decisione attraverso “rimostranze al piu’ alto livello per sollecitare il Giappone a non riprendere la caccia alle balene quest’anno e a rispettare i propri obblighi internazionali”. Per il senatore dei Verdi Nick McKim le parole attualmente non bastano e non servono. “E’ passato il tempo delle parole, e’ tempo di azione ed e’ per questo che bisogna mandare – spiega – li’ una nave della dogana per sorvegliare e raccogliere evidenze contro il Giappone per future cause in tribunale”. Qualche settimana fa, la Corte Federale d’Australia ha condannato la Kyodo Senpaku Kaisha, con multe pari a 650 mila euro per aver violato l’ordine del 2008 di sospendere l’attività di caccia alle balene, nell’area dichiarata santuario dei cetacei dagli australiani. La caccia alle balene, per fini commerciali, è proibita dal 1986. Per questo motivo, il Giappone decide di giustificare l’attività con motivazioni assurde e visibilmente infondate, grazie ad un’esenzione della Commissione Baleniera Internazionale che riguarda la ricerca scientifica. La carne di balena è molto amata sia dai giapponesi che dagli islandesi e questo è l’unico motivo, che sembrerebbe spingere il governo giapponese a continuare questa assurda pratica. E’ necessario fermare e bloccare tempestivamente questa pratica con misure concrete ed efficienti.