Una ondata di calore veramente eccezionale per le Alpi, stupefacenti i +0,8°C registrati alla Capanna Margherita
Come già detto oggi l’avvezione di aria calda, anzi “eccezionalmente” calda per il periodo, è entrava nel vivo, con l’arrivo nella media troposfera di un flusso di correnti particolarmente calde di lontana origine sub-tropicale marittima. Quest’aria molto calda, soprattutto in alta quota, muovendosi lungo il bordo più settentrionale dell’imponente promontorio anticiclonico, che mantiene i propri massimi al suolo e in quota sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo, è riuscita a spingersi fin nel sud della Francia e sull’Italia settentrionale, sotto forma di correnti dai quadranti occidentali insolitamente calde.

L’aria calda già in nottata è entrata sopra l’area alpina e la pianura Padana, spingendo la quota dello “zero termico” su valori veramente “impressionanti” per il mese di Novembre, ben oltre i 4500 metri di altezza. Basti pensare che con uno “zero termico” così elevato solo la vetta del monte Bianco e quella del monte Rosa sono riuscite a rimanere su valori prossimi ai +0°C, se non poco sotto. Mentre sul resto delle principali vette alpine l’aumento termico, indotto dall’avvezione calda in quota, è stato inevitabile, oltre che sconcertante per questo periodo dell’anno, in cui solitamente Alpi e Prealpi dovrebbero essere sommerse dalla neve fresca portata dal passaggio delle perturbazioni atlantiche. Ma nulla di tutto questo. Anzi, analizzando il grafico che riporta l’andamento delle temperature della stazione meteorologica della Capanna Margherita, il rifugio più alto d’Europa ubicato sulla vetta della punta Gnifetti nel gruppo del Monte Rosa, a quota 4554 metri, si evidenzia proprio la portata di questa avvezione di aria calda che è stata capace di far spingere la colonnina di mercurio sopra la soglia dei +0°C, con una massima giornaliera di ben +0,8°C. Parliamo di un valore già di per sé sopra la media per i mesi estivi. Figuriamoci per Novembre.
Difatti fino ad oggi non si erano mai registrate temperature così elevate, praticamente da piena estate, come dimostra pure l’altezza dello “zero termico”, oltre i 4445 metri, registrato dal radiosondaggio della stazione di Cuneo, così come gli oltre 4500 metri dal radiosondaggio di Linate. Segno evidente di come il flusso di aria molto calda spinta dal promontorio anticiclonico di matrice sub-tropicale abbia innescato una intensa “avvezione di spessore” nella media troposfera (come dimostrato dagli elevatissimi valori di geopotenziale a 500 hpa) responsabile del brusco aumento del geopotenziale. L’incremento dei valori del geopotenziale in quota ovviamente tendono a stabilizzare maggiormente la massa d’aria calda, che sale dalle latitudini sub-tropicali, associando ad essa condizioni spiccatamente anticicloniche, anche se non manca mai la copertura nuvolosa, di tipo avvettivo (alta e stratiforme) per lievi avvezioni di umidità nell’alta troposfera.
Il rialzo del geopotenziale in quota, oltre a stabilizzare la massa d’aria sub-tropicale, favorisce al contempo una recrudescenza della calura nei bassi strati, vuoi anche per il contributo dell’insolazione (visto la totale serenità dei cieli). Ciò permette l’isolamento di una vera e propria bolla di aria calda e secca, attiva soprattutto nella media troposfera (vedere i valori di geopotenziale), che viene ulteriormente surriscaldata dalle forti “Subsidenze atmosferiche” che contraddistinguono l’anticiclone sub-tropicale. Queste significative “Subsidenze” schiacciando l’aria verso i bassi strati contribuiranno a far impennare le temperature, a seguito della “compressione adiabatica” delle stesse masse d’aria. Fino ad ora solo le località di pianura e le zone pedemontane sono riuscite ad essere interessate in modo molto marginale da forte avvezione calda che ha riguardato soprattutto le aree di montagna.
Qualche immagine delle Alpi oggi (immagini tratte dai social network):
