Clima: perché è importante la Conferenza di Parigi?

Tra quattro giorni avrà inizio la Conferenza di Parigi, che riunirà 160 capi di Stato e governo con un unico obbiettivo: salvare il pianeta dai cambiamenti climatici

Il 30 Novembre 2015 avrà inizio uno degli eventi più importanti degli ultimi anni. Si tratta della Conferenza sul clima di Parigi, che riunirà oltre 160 capi di Stato e si concluderà l’11 dicembre. Nonostante gli attentati terroristici, che hanno devastato la città, Hollande ed il suo ministro degli Esteri Fabius hanno dichiarato con forza, che la Conferenza sarebbe rimasta in agenda. Ovviamente, per ragioni di sicurezza sono state annullate le varie cerimonie e eventi, riducendo così la Cop21 ai meri negoziati. La presenza di così tanti Stati genera incomprensioni e polemiche, rendendo ancora più complicata la possibilità di raggiungere un accordo. L’obbiettivo è uno: riuscire a contenere i cambiamenti climatici. Secondo gli esperti, attualmente, le emissioni di gas serra artificiale provocheranno un aumento delle temperature intorno ai 4-5° C. L’obbiettivo è, quindi, quello di contenere l’aumento intorno ai 2°C. Come? Attraverso la decarbonizzazione delle economie nazionali. Questo strumento trova nell’India l’ostacolo più grande. Il paese, infatti, non è incline ad abbandonare il carbone, che ad oggi è fonte di approvvigionamento energetico e sviluppo. La Conferenza si svolgerà presso l’aerea aeroportuale di Le Bourget, uno dei principali saloni aeronautici mondiali. Proprio la Francia avrà l’onere di facilitare i dibattiti tra i paesi e assicurare un funzionamento trasparente. Compito non facile, visto che saranno presenti diversi Stati in guerra tra loro. L’accordo prevederà una formula completamente diversa rispetto a quella di Tokyo e, soprattutto, rispetto al fallimentare incontro di Copenaghen. Inoltre, sarà dato aiuto e assistenza ai Paesi in via di sviluppo, fornendo loro tecnologia e con l’istituzione di un fondo, in cui i Paesi, le organizzazioni internazionali e del settore privato verseranno annualmente un contributo, pari a 100 miliardi di dollari, che partirà nel 2020.