Il 30 Novembre avrà inizio la Conferenza di Parigi, il vertice ONU sul clima che si pone come obbiettivo quello di mantenere l’aumento delle temperature intorno ai 2 gradi
Il 30 Novembre avrà inizio la Conferenza di Parigi. L’Italia è pronta a partecipare all’evento, che dovrà cambiare le sorti del nostro pianeta. Oggi, infatti, il convegno ” Cop 21. La sfida che non si puo’ perdere. L’Italia e l’Europa verso la Conferenza di Parigi” ha visto impegnati diversi politici. Tra questi: Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente. Proprio il nostro ministro spiega che il primo obbiettivo è quello di riuscire a mantenere l’aumento delle temperature intorno ai 2° C. L’obbiettivo è importante e mostra diverse difficoltà. Infatti il ministro precisa che “quando siamo andati a sommare gli impegni presentati dai 158 Paesi, non e’ venuto fuori quel numero che indicava l’obiettivo nel quale limitare il surriscaldamento del Pianeta”. Infatti dall’incontro con i 158 paesi è emerso che, nonostante tutti i contributi nazionali, le temperature supereranno comunque i 2,7 gradi. Per il ministro è necessario, allora, prevedere misure più ampie e ambiziose. Misure che, richiedono un grande sacrificio per un obbiettivo fondamentale per la vita stessa. “Non a caso – spiega il ministro – abbiamo messo nei nostri obbiettivi europei una riduzione di almeno il 40% delle emissioni di gas serra” e questo è quello che l’Italia e l’Europa chiedono agli altri paesi. “Parigi inizia a Parigi ma non finisce a Parigi: non finisce piu’ perche’ se finisce li’ e’ fallita”. Sono affermazioni forti, ma sicuramente vere. Riuscire a limitare l’aumento delle temperature a 2 gradi è davvero complicato e difficile. Il ministro, però, non si ritiene soddisfatto di tale limite proprio perchè “i 2 gradi non salvano le Piccole isole e con essi abbiamo instaurato molta cooperazione internazionale e ci stiamo dando da fare”.
