Le nuove spugne molecolari hanno la capacità di assorbire i gas e potrebbero contrastare l’effetto serra e l’inquinamento
L’inquinamento dei mezzi di trasporto è una delle tematiche frequentemente discusse dai massimi esperti e dai cittadini. Ecco che, allora è necessaria la presenza di mezzi che possano limitare l’impatto ambientale. Dalle auto ad energia solare, si passa a quella a metano. Secondo uno degli ultimi studi, pubblicati sulla rivista scientifica Nature e che vede la firma di Norberto Masciocchi, Ordinario di Chimica Generale ed Inorganica dell’Università dell’Insubria e di alcuni collaboratori del To.Sca.Lab, laboratorio congiunto Insubria/CNR fondato nel 2012; il veicolo immagazzinerà gas naturale senza dover utilizzare le bombole ad alta pressione, ma attraverso l’utilizzo di spugne molecolari. L’idea nasce dal pericolo che le bombole ad alta pressione comportano. Queste oltre a dei problemi di praticità presentano anche problemi di sicurezza. Le spugne molecolari, invece, possono essere un valido sostituto alle bombole. Queste create grazie al prezioso contributo dell’Università di Berkley in California sono molto flessibili e riescono ad assorbire elevate quantità di gas, grazie ad una serie di cambiamenti strutturali, accompagnati da un anomalo effetto di assorbimento di calore. La ricerca è fondamentale e sensazionale grazie soprattutto al fatto che, permette di dar vita a solidi porosi capaci di immagazzinare gas di rilevanza energetico – ambientale che potrebbero contribuire anche a contrastare l’effetto serra, attraverso l’assorbimento dell’anidride carbonica e l’inquinamento.
