Francia, 13.11.15: carneficina a Parigi, è l’11 settembre dell’Europa. Massima allerta anche in Italia

Attentati in Francia, Parigi in ginocchio: si temono centinaia di vittime, è l’11 settembre dell’Europa

Venerdì 13 novembre 2015: è una data che non potremo mai dimenticare. E’ l’11 settembre dell’Europa, colpita nel cuore della propria democrazia, colpita a Parigi simbolo delle libertà e delle storiche conquiste delle civiltà occidentali. Si temono centinaia di vittime, l’ultimo bilancio è di almeno 60 morti accertati in sei attacchi – di cui due kamikaze – in varie zone della capitale francese.

Scatta l’allarme anche in Italia

Parigi, serie di sparatorie ed esplosioni in centro cittàAllerta su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione su Roma e Milano, misure di sicurezza innalzate ai massimi livelli, contatti costanti con le autorita’ francesi e i servizi d’intelligence alleati per condividere le informazioni sull’attacco: gli attentati di Parigi hanno fatto scattare immediatamente anche in Italia i piani di sicurezza previsti in caso di allarme rosso. “L’antiterrorismo – ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano – e’ in costante contatto con i colleghi francesi per seguire con estrema attenzione cio’ che accade in Francia, anche allo scopo di disporre ulteriori interventi preventivi”. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi sta seguendo la situazione a palazzo Chigi. “L’Italia – dice il premier – piange le vittime di Parigi e si unisce al dolore dei fratelli francesi. L’Europa colpita al cuore sapra’ reagire alla barbarie”.

LaPresse/MaxPPP

Sullo stesso tenore le parole del Capo dello stato Sergio Mattarella: “L’orrore che sta sconvolgendo la capitale francese e tutto il paese lascia esterrefatti e sgomenti”. Domani mattina al Viminale, alle 9.30, Alfano ha convocato il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica che sara’ presieduto dal premier Renzi: la riunione, alla quale parteciperanno i vertici delle forze di polizia e dei servizi di sicurezza, servira’ a fare una prima analisi di quanto accaduto a Parigi e a predisporre le misure necessarie per cercare di ridurre al minimo i rischi per il nostro paese. In attesa di capire qualcosa di piu’ sulla matrice degli attentati parigini, ma anche sulla dinamica e sul numero dei terroristi entrati in azione, sulla loro provenienza e sui loro movimenti – un lavoro che l’intelligence sta gia’ facendo per cercare di fornire un quadro quanto piu’ chiaro possibile nella riunione di domani – sono intanto state disposte le prime misure.

D’intesa con il ministro Alfano, il capo della Polizia Alessandro Pansa ha invitato tutti le autorita’ di pubblica sicurezza sul territorio ad innalzare la vigilanza e i controlli su tutti gli obiettivi sensibili, con particolare riferimento a quelli francesi e con una attenzione specifica su Roma e Milano. Vigilanza massima, dunque, su porti, aeroporti e stazioni, sedi diplomatiche, luoghi di culto, monumenti e musei, centri commerciali e luoghi di aggregazione, scuole e universita’ di diversi paesi. Misure che accompagnano quelle gia’ disposte, dopo l’aggressione a Milano di un cittadino ebreo, con una circolare inviata in mattinata a prefetti e questori che invitava a rafforzare le misure di sicurezza su tutti quei luoghi e quegli obiettivi riconducibili ad Israele e alla religione ebraica: sinagoghe ma anche scuole ebraiche, sedi diplomatiche e di compagnie aeree, quartieri frequentati per la maggior parte da cittadini di religione ebraica, interessi commerciali, aziende. E’ molto probabile, comunque, che gia’ domani verranno disposte nuovi interventi, con una stretta ulteriore alle misure gia’ rigide e, soprattutto, un impulso piu’ forte alla prevenzione e al monitoraggio di tutti quegli ambienti piu’ a rischio. Non e’ escluso che possano inoltre scattare una serie di perquisizioni, anche se non nell’immediato, e che il governo possa decidere di seguire la strada indicata da Hollande e disporre una stretta sulle frontiere. Quel che e’ certo, dicono gli analisti e tutti gli addetti ai lavori, e’ che fino ad oggi non ci sono segnali specifici di progetti di attentati nel nostro paese. Ma questo non significa essere al sicuro perche’, ripetono, “non e’ possibile eliminare del tutto il rischio di attentati”: i ‘lupi solitari’ o le ‘cellule isolate’, come hanno ribadito solo due giorni fa gli 007 al Copasisolitari’ o le ‘cellule isolate’, come hanno ribadito solo due giorni fa gli 007 al Copasir, possono entrare in azione in ogni momento dopo aver seguito un processo di radicalizzazione senza aver avuto alcun collegamento con organizzazioni terroristiche.