Il grande anticiclone sull’Italia: ecco come il Mediterraneo diventa un mare di nebbia. Le FOTO dallo Spazio

L’anticiclone che occupa l’area Euro-Mediterranea determina estese nebbie provocate dall’inversione termica nei mari intorno all’Italia

Il Mediterraneo si trasforma in un “mare” di nebbia: sta succedendo in questi giorni intorno all’Italia, a causa dell’inversione termica provocata dal poderoso anticiclone che imperterrito da oltre dieci giorni occupa l’area Euro-Mediterranea, dove persisterà almeno per un’altra decina di giorni. I livelli di pressione sono eccezionali in tutt’Italia: fino a 1029hPa al Nord, tra 1025 e 1026hPa al centro/sud. Anche le temperature sono assolutamente anomale per il periodo: fino a 12-13°C sopra le medie soprattutto in montagna.

POPLEX.2015316.terra.721.1kmLe Alpi sono completamente prive di neve anche ad alta quota, come possiamo osservare nelle immagini a corredo dell’articolo, da cui però emerge proprio la presenza della nebbia nei mari intorno all’Italia, e in alcune zone costiere (e non solo). Oggi la nebbia ha oscurato i cieli della Sardegna, della Campania costiera, dei litorali pugliesi, molisani e abruzzesi, e dell’alto Adriatico tra Polesine, Veneto e Friuli Venezia Giulia, dove le temperature sono rimaste molto basse tutto il giorno, addirittura tra Chioggia e Grado inferiori ai +10°C.

E’ la nebbia provocata dall’inversione termica, particolare fenomeno atmosferico dovuto dalla presenza di un grosso anticiclone che in determinate condizioni determina un gradiente termico verticale invertito, con temperature che risultano più alte in quota che al suolo. E’ quello che sta succedendo in questi giorni, in cui in montagna fa più caldo rispetto alle coste. E’ una situazione molto particolare che limita ogni rimescolamento verticale dell’aria, e proprio quest’immobilismo atmosferico genera la formazione di nebbie, foschie e soprattutto la pericolosa persistenza dello smog ai bassi strati. E’ infatti la condizione meteorologica peggiore per l’inquinamento atmosferico e la salute pubblica. Ecco un altro motivo per cui a fronte di questo lungo periodo di bel tempo c’è veramente poco da gioire: clima folle e gravi ripercussioni anche per il corpo umano.