L’Italia è al primo posto in Europa per numero di vittime dovute all’inquinamento atmosferico
In occasione della Conferenza del clima di Parigi, che sta impegnando i governi del mondo, diverse sono le dichiarazioni relative ai danni e le conseguenze causate dai cambiamenti climatici. Antonello Pasini, ricercatore dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche ha dichiarato all’AGI, che “se l’Italia e’ al primo posto in Europa per morti legate all’inquinamento atmosferico e’ piu’ per colpa della fisica dell’atmosfera che della chimica”. La dichiarazione è dovuta al commento relativo al “Rapporto sulla qualità dell’aria” elaborato dall’Agenzia europea dell’Ambiente. “E’ vero che spesso capita di sforare le soglie limite di alcuni inquinanti atmosferici, ma la nostra situazione e’ critica per via delle particolari condizioni meteorologiche”. “Nel report dell’Aea viene citata la Pianura Padana, un’area caratterizzata da condizioni atmosferiche particolari. In questa parte d’Italia, infatti, l’aria tende – continua – a ristagnare e questo e’ responsabile dell’aumento delle concentrazioni di polveri inquinanti pericolose per la salute”. Di certo la situazione non cambia per altre aree del nostro paese. Infatti continua affermando che “nelle zone centro-meridionali, ad esempio, il problema e’ piu’ evidente in estate, quando c’e’ un piu’ forte soleggiamento. L’interazione della luce solare con gli inquinanti atmosferici genera a sua volta inquinanti secondari, come l’ozono, e di conseguenza aumentano i problemi di salute”. La situazione non vede risvolti positivi, ma solo negativi. Infatti “questa pericolosa interazione tra luce solare e inquinanti potrebbe aumentare a causa del riscaldamento globale: maggiori sono le temperature, piu’ aumenta il soleggiamento e la produzione di inquinanti secondari”. Relativamente alla Cop21, lo scienziato ritiene che l’evento possa portare a dei cambiamenti importanti in Italia. Infatti “se si prenderanno provvedimenti per ridurre l’utilizzo di combustibili fossili, si eviterebbe il rilascio di inquinanti in atmosfera, gli stessi che interagiscono con la luce del sole, esponendo la salute degli italiani a rischio”.
