Il lampascione o lampagione è una pianta erbacea della famiglia delle Liliaceae con un bulbo commestibile, utilizzato a scopi alimentari soprattutto in Puglia, Basilicata e Calabria. Ricco di acqua, fibre solubili che donano una maggiore sazietà, Sali minerali e vitamine, oltre che di molti componenti solforati, flavonoidi, acidi fenolici, steroli, saponine e pectine, il lampascione viene definito il re dei bulbi grazie alle sue innumerevoli virtù benefiche.
Dal sapore leggermente amarognolo, simile nell’aspetto a una cipolla, tunicato e di colore rossastro, è caratterizzato da un basso apporto calorico (contiene solo 30 calorie per 100 grammi di parte edibile), è diuretico, lassativo, abbassa la pressione sanguigna, diminuisce la percentuale di grassi nel sangue, previene la formazione di trombi. Consigliati dai dietologi a chi soffre di stitichezza, i lampascioni stimolano l’appetito, contribuiscono ad attivare la funzione digestiva, hanno un effetto antinfiammatorio, disinfettante e, secondo una serie di studi, inibiscono la crescita delle cellule tumorali.
Secondo antiche credenze, poi, avrebbero poteri afrodisiaci tanto che, già ai tempi degli antichi Romani, i cittadini ne facevano man bassa e di certo i lampascioni non mancavano sulle tavole nuziali come augurio per gli sposi. Contenendo mucillagini, oltretutto, i bulbi hanno proprietà emollienti e rinfrescanti. Essi si preparano facilmente: si sbucciano come cipolle, asportando la base con le radici, per poi eliminare la terra col lavaggio. Molti suggeriscono di lasciarli a bagno in acqua fredda per 12-24 ore, dopo averli sbucciati, per togliere l’amarognolo.
Come cucinarli? Lessati, fatti raffreddare e divisi in due se grossi, sono gustosissimi conditi con olio extravergine, aceto, pepe e, a piacimento, menta o prezzemolo. Da provare coperti e cotti nella cenere calda. Una volta pronti, liberateli delle tuniche esterne, condendoli con olio, sale e aceto per un antipasto o un contorno agli arrosti di carne davvero favoloso. Ottimi fritti in pastella, facendoli ben dorare o con le uova. In quest’ultimo caso, dopo averli bolliti, scolati e rosolati in padella con olio, sale, pepe e prezzemolo tritato, versateci sopra le uova sbattute e infornate il composto a temperatura media fino alla doratura della superficie.