Una imminente ondata di freddo si sta per abbattere sulle Isole Britanniche e sulla Scandinavia, sabato toccherà pure alla Francia
Come evidenziato pure dalle stesse immagini satellitari, il vasto blocco di aria fredda artica marittima che dal mare di Groenlandia si è messo in movimento verso latitudini più meridionali, proprio in queste ore, sta per invadere le Isole Britanniche, ad iniziare dalla Scozia, Inghilterra, e più marginalmente anche l’Irlanda e il Galles. L’irrompere dell’aria fredda provocherò, già dal pomeriggio, un radicale calo delle temperature e l’abbassamento della quota dello “zero termico”, pronta ad attestarsi al di sotto dei 300-400 metri, ma localmente anche fin sui 200 metri sul nord-est della Scozia, dove saranno possibili brevi rovesci di gragnola e neve fin sulle coste.

Questo primo importante affondo di latitudine del vortice polare viene coadiuvato dalla temporanea erezione verso nord del promontorio anticiclonico delle Azzorre, il quale mantenendo la sua radice calda sub-tropicale in pieno oceano causerà un sensibile aumento dei valori di geopotenziale in quota, sopra l’Atlantico settentrionale. Lo sviluppo sull’Atlantico settentrionale di questo potente anticiclone dinamico, caratterizzato in quota da massimi di geopotenziale elevati, spianerà la strada per la formazione di un imponente promontorio anticiclonico, spanciato con i propri elementi fino alle coste sud-orientali canadesi. La formazione di questa possente “impalcatura” anticiclonica, nel cuore dell’Atlantico settentrionale amplierà, più ad est, la discesa delle masse gelide presenti sopra la Calotta polare verso latitudini più meridionali. Il forte “gradiente di geopotenziale” che si verrà a sviluppare in quota, fra l’Atlantico settentrionale e l’Europa occidentale, genererà una notevole accelerazione del “getto polare” che scivola lungo il bordo più orientale del robusto promontorio anticiclonico dinamico atlantico.
Tale riscaldamento della fredda massa d’aria, nei bassi strati, riacutizza l’instabilità, visto che nella media troposfera la massa d’aria conserverà le sue caratteristiche gelide, con isoterme sotto i -37°C -38°C a 5100 metri. Tali contrasti termici esacerbano il “gradiente termico verticale” in seno alla massa d’aria polare, agevolerà lo sviluppo di diffusi moti convettivi che danno origine a quella nuvolosità puntiforme, identificabile in nubi di tipo cumuliformi, come cumuli e cumulonembi in aria fredda interamente ghiacciati, che daranno luogo a rovesci sparsi, che dato lo “zero termico” molto basso assumeranno carattere nevoso fin sulle zone costiere norvegesi e della Scozia settentrionale, dove saranno attesi pure accumuli consistenti sul versante nord delle Highlands.
Questi nuclei convettivi presenti dentro l’irruzione fredda causeranno anche dei rovesci e delle nevicate a carattere sparso anche sull’Inghilterra orientale, con fioccate svolazzanti attese in diverse città. Nel weekend, con l’isolamento di questa circolazione depressionaria a carattere freddo sul mar del Nord, la neve si dovrebbe vedere anche sulla Svezia centro-meridionale, inclusa la capitale Stoccolma che dovrebbe imbiancarsi entro il weekend, grazie al un richiamo di aria fredda più da N-NE e NE che favorirà un ammassamento di nubi basse proprio sul territorio svedese. Ma oltre al netto calo termico e alle prime nevicate sino alle coste, Norvegia, Scozia orientale e Inghilterra dovranno fare i conti con una impetuosa ventilazione da N-NO e Nord che a tratti potrebbe risultare anche forte, con burrasche di forte intensità, oltre forza 8-9 Beaufort, sul basso mar di Norvegia e sul settore più occidentale del mar del Nord.
I venti burrascosi dai quadranti settentrionali, che caratterizzano l’avvezione artica che sta per spazzare le Isole Britanniche e la Scandinavia, verranno attivati dallo sviluppo di una ciclogenesi a carattere freddo sul mar del Nord, con un minimo barico sui 985 hpa. Ad ovest di questa profonda depressione, in pieno Atlantico, la presenza del robusto promontorio anticiclonico dinamico, con massimi barici al livello del mare sopra i 1040 hpa localizzati a sud della Groenlandia, tenderanno a comprimere ulteriormente il già fortissimo “gradiente barico orizzontale” fra l’Atlantico Britannico e la Scandinavia, con un infittimento di isobare piuttosto marcato al traverso delle Isole Britanniche. Questo “gradiente barico orizzontale” attiverà venti abbastanza furiosi, dai quadranti settentrionali, che dal mar di Norvegia si propagheranno alla Scozia e al mar del Nord, con forti burrasche da N-NO e Nord che raggiungeranno le coste norvegesi.
In alcuni tratti costieri si supereranno i 100-120 km/h nelle raffiche più intense, specie nel tratto davanti le coste della Scozia orientale. L’ampio “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento) in mare aperto, esteso per centinaia di miglia, agevolerà lo sviluppo di importanti ondate, alte fino anche 5-6 metri in mare aperto. Queste ondate, davvero imponenti, potranno originare delle mareggiate davvero molto potenti sulle coste olandesi e della Danimarca occidentale. Questi forti venti da N-NO e Nord dopo aver sferzato le Isole Britanniche, con raffiche anche molto forti, nella giornata di sabato si propagheranno molto rapidamente al Canale della Manica, l’Atlantico francese e la Francia, con burrasche e raffiche che nelle fasi più intense potranno arrivare a lambire e superare la soglia dei 100 km/h sulle coste francesi settentrionali, da Le Havre fino a Calais.