Le grandi anomalie europee che hanno provocato l’alluvione di Halloween in Calabria e Sicilia con piogge eccezionali fino a 750mm in 72 ore!

Precipitazioni di carattere eccezionali causate dalla persistenza di una circolazione depressionaria fra Canale di Sicilia e basso Ionio

L’eccezionale ondata di maltempo che nel weekend di Ognissanti ha duramente vulnerato il territorio della bassa Calabria, in modo particolare i versanti orientali delle Serre e dell’Aspromonte dove in poco più di 48 ore di piogge ininterrotte sono caduti fino a 600-700 mm di acqua, e parte della Sicilia orientale, fra messinese e alto catanese, è stata provocata dallo stazionamento, per ben 72 ore, di una circolazione depressionaria fra il Canale di Sicilia e il basso Ionio. Si è trattato della classica configurazione di “stallo” responsabile di molti altri eventi alluvionali occorsi negli anni passati sulle coste ioniche di Calabria e Sicilia, specie durante gli anni 50 e 70, quando il territorio calabrese e quello siciliano venne più volte flagellato da eventi precipitativi di carattere “eccezionale”, con apporti pluviometrici superiori alla fatidica soglia dei 1000 mm (nei versanti orientali di Serre, Aspromonte e Peloritani) in poco più di tre o quattro giorni.

Foto di Nino Palumbo
Foto di Nino Palumbo

In questa occasione la delicata situazione sinottica del fine settimana ha giocato un ruolo cruciale nell’insistenza del maltempo proprio su queste aree, già più volte prese di mira nelle precedenti fasi perturbate dei mesi scorsi. La parte più acuta di questa ondata di maltempo si è cominciata ad affacciare con le prime precipitazioni sul territorio calabrese nella giornata di venerdì 30 Ottobre 2015, quando una depressione chiusa in quota con tanto di nocciolo freddo in quota sui -21°C a 500 hpa (“CUT-OFF”), impossibilitato ad evolvere verso est per l’azione di blocco esercitata da un imponente anticiclone dinamico presente sull’Europa centro-orientale, dal basso Tirreno è stata costretta a scendere di latitudine, spostandosi sul Canale di Sicilia.

Figura 1

Questa circolazione depressionaria, causa la presenza di questo promontorio anticiclonico di blocco ad est, con massimi di oltre 1046 hpa sull’Ucraina, è rimasta incastrata fra l’isola di Malta e il basso Ionio per ben 72 ore, presentando dei massimi di vorticità positiva in quota molto elevati. Questa circolazione depressionaria si caratterizzava nei bassi strati per un lungo fronte occluso (figura 1), in corrispondenza del quale si evidenziava una linea di confluenza fra umidi e caldi venti da SE che andavano a convergere con i più burrascosi venti di Est, attivati sullo Ionio dalla compressione del “gradiente barico orizzontale” fra il robusto promontorio anticiclonico di blocco ucraino e la sopra menzionata depressione sul basso Mediterraneo centrale. Come capita sovente in presenza di latenti circolazioni depressionarie semi-stazionarie, in fase di lentissimo colmamento, il sistema frontale associato a quest’ultima si è velocemente occluso.

Figura 2

In corrispondenza di questa occlusione (figura 2), posizionata proprio al traverso del catanzarese, reggino ionico e del messinese, si è sviluppata la linea di convergenza venti, nei bassi strati, che ha agevolato lo sviluppo di forti moti ascensionali, con la conseguente formazione di sistemi temporaleschi a mesoscala, ad intervalli di tempo quasi regolari, carichi di piogge e rovesci, che impattavano con una certa regolarità sulle coste del catanzarese, locride, reggino ionico e messinese. Non per caso le aree dove si sono archiviati gli accumuli pluviometrici più abbondanti, in qualche caso persino eccezionali, come dimostrano gli oltre 700 mm caduti nel paese di Chiaravalle. Al contempo le intense e umide correnti da Est e E-SE (levante e scirocco) attivate dall’inspessimento del “gradiente barico orizzontale”, dopo aver assorbito una gran quantità di vapore acqueo sullo Ionio, interagendo con gli elevati rilievi della Calabria e Sicilia ionica (forzante orografica) hanno scaricato piogge molto abbondanti lungo tutto il versante orientale di Serre, Aspromonte, Etna e Peloritani, con apporti pluviometrici davvero eccessivi, capaci di produrre gravi situazioni di stress idraulici lungo le principali vallate.

Figura 3

Il flusso umidissimo da Est e E-SE (figura 3), impattando contro le pendici orientali delle Serre, Aspromonte, Peloritani ed Etna, è stata costretta a salire bruscamente di quota. Questa salendo molto velocemente ad una certa quota tenderà a raffreddarsi condensandosi (raggiungendo il punto di saturazione) in imponenti nubi di tipo cumuliforme cariche di precipitazioni e rovesci, anche di stampo temporalesco. Queste precipitazioni molto intense rischiano di causare improvvise ondate di piena di fiumi e torrenti, oltre ad allagamenti nei vari centri abitati. Ma il fattore che ha enfatizzato in modo molto marcato il prodotto precipitativo fra la bassa Calabria, il messinese e l’alto catanese riguardava proprio la stazionarietà del fronte occluso fra lo Ionio e la Calabria centro-meridionale, il quale sommandosi al “forcing” orografico imposto dai rilievi come le Serre e l’Aspromonte all’umidissima e intensa ventilazione orientale ha prodotto precipitazioni di carattere “eccezionale”, soprattutto nei paesi e nei villaggi montani della zona pedemontana sul versante orientale (ossia ionico) delle Serre e dell’Aspromonte, dove sono caduti fino a 600-700 mm di pioggia in quasi 72 ore di piogge continue, forti ed ininterrotte.

Del resto il dato pluviometrico di Chiaravalle, piccolo centro del catanzarese ubicato lungo la fascia pedemontana delle Serre, che in poco più di 48 ore ha sfondato la soglia impressionante dei 700 mm, è molto chiaro. Parliamo dell’accumulo pluviometrico medio annuo detenuto da molte città italiane. Ma apporti pluviometrici prossimi ai 500-600 mm si sono registrati anche lungo il versante orientale dell’Aspromonte, dove in molti centri montani e collinari del reggino in meno di 48 ore si è arrivati ad oltre 500 mm. In Sicilia, invece, le precipitazioni più copiose hanno riguardato il versante orientale dell’Etna e dei monti Peloritani, dove sono caduti fino ad oltre 200-300 mm. Il dato pluviometrico più elevato è quello della stazione meteorologica di Piano Provenzano che a fine evento presentava un dato superiore ai 630 mm.

Questa enorme quantità di acqua caduta non poteva essere smaltita dal terreno, peraltro già ben inzuppato dalle piogge cadute il giorno precedente. Il terreno già zuppo e saturo di acqua non avendo capacità di assorbimento ha permesso all’acqua di scorrere indisturbata verso la fascia costiera, ingrossando istantaneamente tutti i torrenti dell’area, con le conseguenti esondazioni e le tipiche criticità idrogeologiche che derivano da queste situazioni estreme. Prima di concludere occorre puntualizzare come quest’anno, come più volte scritto nei mesi scorsi, la persistenza di questo particolare pattern atmosferico dominato da importanti anomalie positive di pressione e geopotenziali sull’Europa centrale e orientale sta contribuendo ad attivare un “canale” di correnti orientali che penalizzano soprattutto le regioni ioniche, dove già da inizio autunno si registrano dei surplus pluviometrici veramente “eccezionali”.

LaPresse/Adriana Sapone

Purtroppo non è da escludere che entro fine Novembre queste aree, vista la persistenza di queste anomalie bariche sul vecchio continente, già duramente colpite da questi eventi meteorologici estremi, potranno essere nuovamente soggette ad eventi precipitativi abbondanti.