Maltempo, Sud in ginocchio: gravi danni all’agricoltura tra allagamenti e caos delle strade

Questo autunno ha letteralmente messo in ginocchio le regioni del Sud Italia: non bastava la Campania, la settimana scorsa, ma adesso si aggiunge anche la Calabria flagellata nelle ultime ore dall alluvione

Non si ferma l’ondata di maltempo nel Sud Italia e nel settore agricolo continuano i disagi ed i danni. Interi terreni coltivati e produzione sono finiti sotto l’acqua: le piogge violente, le esondazioni di fiumi e canali, smottamenti e frane hanno causato pesanti difficoltà alla circolazione nelle strade rurali completamente allagate tale da rendere impossibile il raggiungimento dei terreni e delle aziende. Danneggiati campi coltivati a cereali, oliveti e vigneti e conseguenze negative si registrano pure per gli allevamenti. I dati rilevati dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori sono preoccupanti: la Regione Puglia si prepara a chiedere lo stato di calamità per i 35 comuni più colpiti mentre resta alta la preoccupazione per Calabria e soprattutto Campania.

La confederazione ha dichiarato in una nota che  nei campi coltivati la pioggia sta provocando allagamenti estesi, con conseguenti condizioni di asfissia nei terreni e, quindi, rischio di ammuffimento delle radici. La presenza congiunta di fango, acqua e detriti crea grosse difficoltà in particolare sulle strade provinciali e statali. Un problema serio sia per la distribuzione dei prodotti sia per l’approvvigionamento di mangimi, che riguarda prima di tutto le aziende agricole situate nelle aree interne e di montagna. Un quadro estremamente allarmante si ripropone nuovamente in queest’Italia che pare, si ritrovi sempre davanti ad emergenze maltempo da gestire ma che puntualmente si ritrova con gli stessi disagi di sempre.

Secondo la Cia tutto ciò indica ancora una volta l’urgenza di mettere in sicurezza il territorio, con una valida opera di prevenzione a cui affiancare una puntuale azione di vigilanza e di controllo delle situazioni a rischio. D’altra parte – ricorda la Cia – in Italia 8 comuni su 10 sono in aree ad elevata criticità idrogeologica e oltre 700 mila sono gli immobili abusivi, spesso costruiti non a norma e, quindi, a grave rischio in presenza di una calamità naturale.