Napoli, viaggio nella magia di San Gregorio Armeno

Via San Gregorio Armeno è già pervasa dalla magia del Natale.Oltre alle celebri botteghe dedicate all’arte presepiale  sono numerose le botteghe di scultori, argentieri, doratori aperte tutto l’anno e e gli edifici storici di incredibile bellezza

La magia del Natale ha già trasformato Napoli e la sua famosa via San Gregorio Armeno; una via che non ha bisogno di presentazioni, essendo la celebre strada degli artigiani del presepe, nota in tutto il mondo per le innumerevoli botteghe artigiane dedicate all’arte presepiale. Via San Gregorio Armeno congiunge perpendicolarmente due dei Decumani napoletani: il Decumano Maggiore (via dei tribunali) e il Decumano Inferiore (via San Biagio dei Librai). Basta seguire il percorso di uno di essi per arrivarci, tanto se si parte dal Duomo (direzione est/ovest), quanto dalla Napoli intra moenia (direzione ovest/est).

SAN GREGORIO ARMENO 4I famosi pastori, realizzati in terracotta, hanno un’anima oltre che una bellissima fisionomia. Un presepe all’antica, classico, è costituito, in realtà, da pochi elementi: Bambino Gesù, Madonna, San Giuseppe, asino e bue, ciaramellaro e re Magi, pur avendo importanza figure come Benino, che dorme mentre aspetta la nascita di Gesù, il cacciatore, il monaco questuante, la zingara pagana, i due spassosi scrivani Razzullo e Sarchiapone, le leggendarie “accademie”, ossia mendicanti in ginocchio che indossano solo un perizoma, le mezze accademie che hanno solo il torso scoperto, adorano il Bambino e implorano grazie e benedizioni. Tutti gli altri numerosissimi personaggi che affollano il presepe sono degli estranei ma senza questi intrusi l’arte presepiale non si sarebbe mai evoluta così tanto, in linea con l’attualità e con i fatti accaduti durante l’anno, con personaggi politici, star del mondo della musica e dello sport, protagonisti di primo piano della vita italiana e internazionale.

 Da visitare la storica chiesa di San Gregorio Armeno, che domina con il suo sontuoso campanile, la strada sottostante e, ad incorniciare il tutto, le famose botteghe di artigianato, gli spettacolari pastori, i presepi, le vetrine luccicanti, i profumi dei prodotti enogastronomici campani che si intrecciano in tale scenario da cartolina, di cui è impossibile non innamorarsi. Oltre agli artigiani del presepe in questa strada si concentrano molte delle attività artistiche e commerciali cittadine (botteghe di scultori, argentieri e doratori, aperte tutto l’anno). La tradizione vuole che l’arte presepiale fosse in uso già ai tempi dei Greci e dei Romani; infatti il Complesso di San Gregorio Armeno è stato realizzato sulle rovine di un tempio dedicato e Demetra o Venere. A questa dea veniva offerta una statuina di terracotta all’atto in cui veniva chiesto un beneficio. Queste statuine, dette stipi votive, offerte ad una dea pagana, sono le antenate dei pastori del presepio; una tradizione perfezionatasi nel tempo, soprattutto nel 700’, grazie anche a Carlo III di Borbone che divenne il mecenate di quest’arte napoletana.