Freddo e gelo continueranno a rimanere lungo le alte latitudini, sarà molto difficile vedere ondate di freddo alle medie latitudini. Le Previsioni Meteo per i prossimi giorni indicano la persistenza dell’anticiclone a oltranza
Siamo già in Novembre inoltrato, ma finora il freddo lungo l’emisfero boreale continua ad essere relegato lungo le alte latitudini. Eppure l’inverno meteorologico è quasi alle porte (1 Dicembre). Merito del ricompattamento del vortice polare troposferico e stratosferico. La conferma di questo notevole rinvigorimento del vortice polare viene anche dall’indice “NAM” previsto in ulteriore crescita. L’indice “NAM” deriva dall’inglese “North Annular Mode”.
Proprio per questo il “NAM” è un indice molto importante, poiché ci indica la forza del vortice polare alle quote stratosferiche. Se nei prossimi giorni supererà la fatidica soglia dei +1,5 (segno di un vortice polare molto profondo sia in stratosfera che in troposfera per più di 60 giorni) la parte iniziale della futura stagione invernale rischia seriamente di essere compromessa. L’indice “NAM” in fase positiva, in genere, dovrebbe accompagnare un notevole ricompattamento del vortice polare in sede artica. Il che comporterebbe una intensificazione delle umide correnti zonali alle medio-alte latitudini, con la ripresa di un alto indice zonale. L’attività ciclonica va ad intensificarsi alle alte latitudini, con lo sviluppo di profondi vortici depressionari. Ciò dovrebbe inibire l’avvento di importanti ondate di freddo verso la fascia temperata, fra nord-America, Europa e Asia, mentre l’aria gelida rimarrà confinata oltre il circolo polare artico. La presenza di un vortice polare troposferico compatto, che mantiene il flusso perturbato piuttosto intenso, capace di scorrere a gran velocità sull’area atlantica, intorno al 50° parallelo nord, con ondulazioni (“onde di Rossby”) a tratti marcate, ma che vengono prontamente tagliate dai poderosi “Jet Streaks” (i massimi di velocità del “getto polare”, veri e propri fiumi d’aria che scorrono ad altissima velocità nell’alta troposfera) che si attiveranno fra il Pacifico settentrionale, il nord America e l’Atlantico settentrionale, a seguito dell’inasprimento del “gradiente di geopotenziale” e del “gradiente termico orizzontale” tra le latitudini artiche e l’area temperata.
In sostanza, la presenza di un “getto polare” molto forte, rinvigorito da questi “gradienti di geopotenziale” attivi fra l’Asia orientale ed il nord America, con intensi “Jet Streaks” che si distribuiscono fra il Pacifico settentrionale e l’Atlantico orientale, fino alle porte dell’Europa occidentale, inibirà in maniera radicale lo sviluppo di onde troposferiche vigorose e ben strutturate, capaci di ergersi fino alle latitudini artiche e intaccare dall’interno la figura del vortice polare troposferico, favorendone uno “split” completo di quest’ultimo. Fino a quando lungo l’intera fascia emisferica boreale regnerà un contesto di elevata zonalita le masse d’aria molto gelide, d’estrazione artica o polare, rimarranno confinate fra l’altopiano della Siberia orientale (Jacuzia), dove è rimasto attivo un invasivo “lobo” siberiano del vortice polare, e l’area canadese, dove il “lobo” canadese rimarrà attivo, senza presentare pero valori di vortiocità positiva e di bassi geopotenziali particolarmente bassi.
Ecco le mappe del modello britannico ECMWF per i prossimi giorni, si può notare come l’anticiclone prenda addirittura ulteriormente vigore la prossima settimana. Le temperature rimarranno eccezionalmente al di sopra rispetto alle medie del periodo:
