Gli esperti affermano che eccedere con il paracetamolo soprattutto nei bambini con sintomi influenzali può causare danni gravi e permanenti
Arriva dall’Inghilterra l’allarme, secondo cui i genitori somministrano in maniera eccessiva il paracetamolo per curare la febbre dei neonati, mettendo inconsapevolmente a rischio la salute stessa dei bambini. La notizia è stata data da un professore di pediatria dell’University College London, Alastair Sutcliffe, il quale ha dichiarato che “ci sono evidenze del fatto che il paracetamolo dato in eccesso si associa a un aumento dei tassi di asma e di danni al fegato, ma anche a conseguenze meno note come danni ai reni e al cuore”. Il professore spiega che, i genitori tendono a trasformare la febbre come una malattia, che in realtà non è. Le dichiarazioni di Sutcliffe vedono anche il sostegno della Royal Pharmaceutical Society, che ritiene necessario educare i genitori a somministrare i farmaci in caso di febbre o influenza. Secondo Steve Tomlin, portavoce della Royal Pharmaceutical Society “il fatto che i bambini passino da un contesto all’altro, cioè dai genitori ai nonni, rende elevata la probabilità che assumano dosi extra”. D’accordo con il professore Sutcliffe anche il Royal College of Paediatrics and Child Health, che grazie alla pediatra Helen Sammons dichiara che “il paracetamolo è molto buono per curare il disagio e il dolore (causato per esempio da un’infezione all’orecchio), mentre non si deve necessariamente dare perché un bambino ha la febbre”. Per gli esperti, i genitori devono stare più attenti ai comportamenti dei bambini, che alle temperature corporee segnalate dai termometri. Infatti, letargia e mancanza di sete sono i sintomi più comuni della febbre, ma è necessario mantenere sempre idratati i bambini e somministrare loro antipiretici solo in caso di difficoltà.
