Salute: record di infezioni da Hiv in Europa e in Asia centrale

Nel 2014 è stato registrato un record di infezioni da Hiv in Europa e Asia centrale

Primato negativo per l’Europa e l’Asia centrale. A cosa ci riferiamo? Al record di infezioni di Hiv registrato nel 2014. Infatti, il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie e l’Oms hanno registrato 142.000 casi nuovi diagnosticati, raggiungendo le cifre registrate negli anni 80. Solo in Russia, troviamo il 60% di casi in più, mentre un terzo dei casi sono stati diagnosticati tra gli immigrati. In Europa, invece, vi è un aumento del 21%. La percentuale è più altra tra i Paesi del Nord Europa (Islanda, Svezia, Lussemburgo, Norvegia e Irlanda) ma soprattutto tra coloro che sono nati in Paesi diversi da quelli in cui risiedono attualmente. In realtà, gli immigrati non hanno nulla a che vedere con l’aumento dei casi. Infatti, l’aumento è dovuto al fatto che, gli uomini continuano ad avere rapporti non protetti tra loro, portando così ad un aumento, rispetto al 2005, del 12% dei casi. Infatti, l’Ecdc mostra che dal 2005 “la percentuale di diagnosi di Hiv sono più che raddoppiate in Bulgaria, Repubblica ceca, Ungheria, Malta e Slovacchia e ancora di più in Polonia” , mentre in “Austria, Estonia, Francia, Olanda, Portogallo e Gran Bretagna”, la percentuale è scesa del 25%. In Italia, invece, vi è un aumento dei casi di Hiv, soprattutto tra i giovani in età compresa tra i 25 e i 29 anni, dove i rapporti sessuali senza preservativo tra uomini è in aumento. L’allarme lanciato dal Centro Operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità preoccupa l’Italia che, attualmente, è al dodicesimo posto nella classifica delle variazioni.