Scoperto il segreto del ghiaccio che brucia: molto importante per capire il clima

Il ghiaccio che brucia è nei poli e su Marte, scoperta molto importante anche per la sicurezza negli oleodotti

Svelato il mitero del ghiaccio che brucia: questo tipo di ghiaccio, chiamato idrato di metano, puo’ formarsi nel terreno perennemente ghiacciato dei Poli, in fondo agli oceani e su Marte, ma, udite udite  anche all’interno di oleodotti e metanodotti provocando pericolose ostruzioni. Lo studio in questione è stato pubbliato sulla rivista Nature Communications, a seguito della ricerca internazionale coordinata dal Consiglio delle ricerche norvegese. Il ghiaccio che brucia è un fenomeno oto sin dal 1930, ma finora è sempre stato difficile se non quasi impossibile osservarloper capirne i suoi comportamenti perchè procurarsene dei campioniera oltremodo difficile. Oggi, questa forma di ghiaccio e’ stata per la prima volta riprodotta in laboratorio e potra’ aiutare a studiare sia i cambiamenti climatici sia future forme di energia. Coordinati da Zhiliang Zhang, dell’universita’ norvegese per la scienza e la tecnologia (Ntnu), i ricercatori sono riusciti a verificare e a misurare gli effetti che disturbi esterni hanno sulle molecole che costituiscono gli idrati di metano. Queste informazioni ”potranno avere ricadute importanti sulla sicurezza e in campo ambientale, con particolare attenzione ai cambiamenti climatici”. Gli idrati di metano sono stati scoperti negli anni ’30 negli oleodotti e piu’ tardi, negli anni ’60, sono stati individuati nel permafrost e nei fondali oceanici, nelle zone in corrispondenza delle piattaforme continentali. Recentemente questa forma di ghiaccio e’ stata scoperta anche su Marte. Capire come bruciano gli idrati di metano potrebbe anche essere la chiave per una futura nuova fonte di energia: un metro cubo di idrato di metano puo’ rilasciare fino a 160 metri cubi di metano. Per avere un’idea dell’energia che puo’ essere sprigionata dal rilascio di grandi quantita’ di metano da questa forma di ghiaccio basti pensare che una delle frane piu’ disastrose mai registrate, quella di Storregga avvenuta in Norvegia 8.000 anni fa fu cosi’ violenta da provocare un’onda di tsunami che attraverso’ il Mare del Nord fino alla Scozia.