Istituito oggi in Sardegna, con il via libera della Giunta regionale, il tavolo per l’emergenza idrica. Lo rende noto la Regione, spiegando come il tavolo- di cui fanno parte assessorato dei Lavori Pubblici, Direzione generale Agricoltura, Distretto Idrografico, Arpas, Protezione Civile, Ente Foreste, Egas, Abbanoa e Enas- accertera’ entro la settimana se ci sono i presupposti tecnici per chiedere la dichiarazione dello stato di emergenza al governo nazionale: l’Osservatorio di Monitoraggio della siccita‘ ha infatti certificato che nei bacini di Sos Canales, Mannu di Pattada e Liscia non ci sono piu’ condizioni di allerta, ma di pericolo. Questo significa che l’acqua contenuta puo’ bastare al massimo per 60 giorni in alcuni casi, per 90 in altri.

Sono quattro gli interventi principali di cui la Regione si fara’ carico: migliorare le prese d’acqua nei bacini; riattivare o attivare la connessione fra i bacini per creare ridondanza, ovvero avere la possibilita’ di attingere da altri bacini; intervenire sui potabilizzatori; ripristinare i pozzi esistenti abbandonati. Nei prossimi 20 giorni gli interventi saranno pianificati. “Abbiamo gia’ comunicato tutta la situazione alla Protezione Civile- conclude Maninchedda-. Ci stiamo muovendo con il giusto anticipo per evitare di arrivare impreparati a una eventuale situazione critica come e’ successo a Messina. Per superare questa nuova emergenza, che si ripresenta ogni anno in Sardegna in questo periodo, siamo pronti a rimodulare tutte le risorse necessarie”.