Fango nel potabilizzatore di Enna, l’rogazione procede a singhiozzo. E mentre Messina è ancora senz’acqua da 17 giorni, anche ad Enna la situazione è critica
La “grande sete” in Sicilia si estende a macchia d’olio. Dopo Messina adesso anche ad Enna i rubinetti sono “a secco” ormai da sei giorni. E ancora una volta per paradosso la causa scatenante non e’ la siccita’, come avvenuto in un passato ormai lontano, ma le abbondanti piogge dei giorni scorsi. L’acqua copiosa ha infatti finito con l’intasare di fango il potabilizzatore della diga Ancipa che fornisce diversi paesi dell’ennese, rendendone impossibile l’utilizzo. Oltre al capoluogo la mancata erogazione idrica riguarda altri 13 Comuni della provincia: Aidone, Agira, Calascibetta, Cerami, Gagliano, Leonforte, Nicosia, Nissoria, Piazza Armerina, Sperlinga, Troina, Valguarnera e Villarosa.

Siciliacqua Spa, la societa’ che gestisce il potabilizzatore dell’invaso, ha assicurato che il problema e’ stato risolto, ma ha aggiunto che la situazione non tornera’ alla normalita’ prima di mercoledi’. L’acqua e’ infatti arrivata stamane, sia pure per poche ore, a Enna bassa, mentre per raggiungere i quartieri nella zona sommitale della Rocca di Cerere sara’ necessario attendere che la condotta vada in pressione. In ogni caso il sindaco Maurizio Dipietro ha emanato un’ordinanza che vieta per il momento l’uso dell’acqua, che sgorga dai rubinetti torbida e ingiallita, per fini potabili. Acqua Enna, l’azienda che cura la distribuzione nel capoluogo ha invece garantito la fornitura idrica ad alcune utenze prioritarie come il carcere e l’ospedale.
Anche a Messina, dopo 17 giorni dall’inizio dell’emergenza, l’acqua continua ad essere erogata a singhiozzo, solo in alcuni quartieri e solo per poche ore. Ieri i mezzi di rifornimento – messi a disposizione dall’Esercito, dai Vigili del Fuoco, dal Corpo Forestale della Regione, dalla protezione civile, dalla societa’ di gestione dell’acquedotto, dal Comune di Messina e da alcuni comuni limitrofi – hanno distribuito oltre 930 metri cubi di acqua. Una quantita’ ritenuta comunque insufficiente dagli abitanti che sottolineano come anche le 34 autobotti disseminate nei punti fissi della citta’ non siano sufficienti.
Secondo Luigi La Rosa direttore della municipalizzata Amam, l’Azienda meridionale acque di Messina, “l’emergenza nella citta’ dello Stretto potrebbe durare fino a sabato”. “Oggi – ha spiegato La Rosa – sono arrivati i tubi speciali della ditta che realizzera’ a Calatabiano i lavori nella conduttura cominciati oggi. Sui tubi in acciaio si allacceranno quelli flessibili di ultima generazione. La fine dei lavori e’ prevista per venerdi’. Il progetto prevede una portata di 600 litri al secondo, in aggiunta ai 300 dell’Alcantara, e risolvere cosi’ il fabbisogno di MESSINA“. A meno di ulteriori intoppi, come ammette lo stesso direttore dell’Amam: “bisogna infatti verificare – ammonisce La Rosa – l’effettiva portata con la velocita’ in condotta…”.
