Spazio: 17 anni fa prendeva forma la Stazione Spaziale Internazionale

La storia della Stazione Spaziale Internazionale che domani festeggerà i suoi 17 anni

Domani la Stazione Spaziale Internazionale festeggerà i suoi 17 anni. Per questo motivo, askanews ha deciso di ripercorre la sua storia. Salvatore Pignataro è stato per 12 anni, responsabile del coordinamento dell’utilizzazione della Iss per fini relativi alla ricerca scientifica e tecnologica ed è anche coordinatore dei piani di ricerca per le missioni degli astronauti italiani. Infatti, è stato direttore della missione Futura di Samantha Cristoforetti. Oggi, invece, è a Bruxelles come esperto nazionale presso l’ufficio di politiche spaziali della Commissione europea. Nel 1998, il programma della Stazione Spaziale Internazionale, grazie all’accordo tra Usa, Russia, Canada, Ue e Giappone e gli accordi bilaterali tra la Nasa e le agenzie spaziali di Canada, Giappone, Russia ed Europa, prende forma e vita. Il primo modulo della Iss Zarya, è in orbita grazie al lancio del razzo russo Proton, il 20 novembre 1998. Subito dopo parte il modulo americano Unity. “La Stazione spaziale non è ancora abitabile ma l’impresa del suo assemblaggio in orbita è cominciata”. L’assemblaggio sarà completato nel 2011, con l’aggancio del modulo logistico Leonardo, realizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana.

LaPresse/Reuters
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L’Italia, infatti, è il terzo contributore europeo dopo la Germania e la Francia, al progetto Iss. Nel 1997, l’Agenzia Spaziale Italiana firmò anche con la NASA un accordo, in cui si impegnava a costruire tre moduli logistici MPLM per il trasporto di materiale per la ISS, mentre la NASA dava la possibilità agli astronauti italiani di poter utilizzare le risorse dell’ISS per esperimenti scientifici. “La somma del volume dei moduli della Stazione costruiti in Italia, includendo i tre MPLM, il laboratorio europeo Columbus, i Nodi 2 e 3, la Cupola, rappresenta circa la metà del volume abitabile della Iss”, sottolinea Pignataro. La Stazione Spaziale Internazionale dà la possibilità di godere della “condizione di assenza di peso, l’esposizione all’ambiente spaziale e la presenza permanente degli astronauti per seguire gli esperimenti fanno sì che a bordo della Iss si possano realizzare esperimenti scientifici e di dimostrazione tecnologica in un ampio spettro di discipline”. Sono 3000 gli scienziati, provenienti da 95 Paesi diversi, che eseguito più di 1900 esperimenti. Tra questi, vi è Samantha Cristoforetti autrice degli esperimenti Drain Brain e Wearable Monitoring. Infine,”la Stazione sarà operativa almeno fino al 2024, poi è previsto un piano per il rientro controllato e la disintegrazione in atmosfera. Allo studio ci sono suggestivi scenari alternativi che prevedono – conclude Piganataro – il trasferimento di alcuni moduli verso la Luna”.