Tecnologia e natura: dal mondo animale arriva un’idea applicabile alle imbarcazioni

Individuato, grazie alle meduse, un nuovo modo di muoversi all’interno dei fluidi che potrebbe essere decisivo in campo biomimetico, per lo sviluppo di nuove tecnologie

La tecnologia e il progresso hanno cambiato il mondo, ma in fondo tutte le grandi innovazioni sono sempre state ispirate dalla natura. E anche in futuro le cose non cambieranno. Pare infatti che i veicoli sottomarini di nuova generazione potrebbero un giorno ispirarsi al nuoto delle meduse e fare a meno di un propulsore tradizionale. A fare la scoperta decisiva è stata un’equipe di ricercatori della scuola di ingegneria di Stanford, che ha rilevato come le pulsazioni che scandiscono l’avanzare delle meduse in mare non servono a far leva sull’acqua spingendola indietro, come si pensava fino ad ora, ma invece permettono a questi animali marini di essere “risucchiati” e tirati in avanti dall’acqua. La ricerca, descritta su Nature Communications, è stata condotta su meduse e lamprede, un’altra specie marina di antica origine che nuota ondeggiando come le anguille. Entrambe le specie sono abili nuotatori, perché grazie a pulsazioni e movimenti ondulatori minimi, riescono a percorrere grandi distanze. Come spiega John Dabiri, uno degli autori dello studio, gli esperimenti portati a termine dal suo team “confondono tutte le nostre ipotesi”, ma allo stesso tempo “mostrano che meduse e lamprede effettivamente ‘aspirano’ acqua verso se stesse per andare avanti, invece di spingere l’acqua dietro di loro come si è finora supposto“. L’individuazione di questo nuovo modo di muoversi all’interno dei fluidi potrebbe essere decisivo in campo biomimetico, per lo sviluppo di nuove tecnologie e per migliorare tecnicamente sottomarini, navi e altri tipi di imbarcazioni.