Bellissimo tramonto sullo Stretto di Messina con una nube lenticolare, dovuta proprio ai forti venti e alle turbolenze in quota
Una nube lenticolare molto ampia fa capolino sullo Stretto di Messina al tramonto: s’è formata sin dalle prime ore della giornata lungo la dorsale sottovento dell’Etna, sul mar Jonio, e s’è ingrandita a causa delle intense correnti di libeccio che l’hanno spostata su Reggio e Messina nel corso della giornata. Bellissime le fotografie a corredo dell’articolo, nella gallery, scattate da Stefania Kiara da Villa San Giovanni (Reggio Calabria), Ilaria Calabrò da Reggio Calabria, Rosaria Ruvolo da Ribera (Agrigento), Eli Biondo da Barcellona Pozzo di Gotto, Marco Ferrante da Barcellona Pozzo di Gotto, Luca Alberti da Messina, Ciccio Spav da Milazzo, Mariaelena Maio da Barcellona Pozzo di Gotto, Michele La Rosa da Messina, Rosario Toscano da Acireale, Simone Pizzi da Reggio Calabria, Antonella da Alì Terme e David Vinciguerra da Taormina.
Cosa sono le nubi lenticolari

Di solito questo genere di nubi, dalla forma ellittica o di lente, si sviluppa quando forti venti in quota, che spirano nella media atmosfera (a partire dai 1500-2000 metri), impattano le pareti di una catena montuosa o di un grosso rilievo, generando delle forti turbolenze, o meglio “ondulazioni” (variazioni della componente verticale del flusso eolico), che si propagano alla massa d’aria sovrastante la cima. L’intenso flusso eolico che scorre in quota, una volta incontrata una importante barriera orografica nella sua traiettoria (tipo l‘Appennino o un massiccio montuoso alto più di 2000 metri), è costretto a superare un simile ostacolo originando delle onde d’aria (le turbolenze), simili a quelle marine, con tanto di creste e conche. Queste ondulazioni vengono chiamate anche con il termine di “onde orografiche” (mountain waves) visto che sono causate proprio dall’impatto con il rilievo. In genere la massa d’aria stabile trasportata su un rilievo diventa molto più densa raffreddandosi e sotto l’influenza della gravità tende a sprofondare sottovento alla barriera montuosa oscillando attorno al suo punto di equilibrio. Le nubi prodotte dalle “onde orografiche” assumono questo tipo di forme lenticolari perché quando l’aria sale lungo la cresta tende a dilatarsi e a raffreddarsi, facendo condensare il vapore in minuscole goccioline d’acqua, che danno vita alla nube.