Situata nell’Islanda Sud-Occidentale, la cascata Gullfoss, detta la “cascata d’oro” fa parte del Golden Circle ed incanta i visitatori per via della sua teatralità, degli effetti mozzafiato che crea ma soprattutto per i giochi di luce del suo doppio salto
Molto più di una semplice meraviglia naturale ; la cascata Gullfoss è parte integrante dell’identità culturale dell’Islanda. Situata nell’Islanda Sud-Occidentale, la “cascata d’oro”, questo è il suo nome tradotto dall’islandese, fa parte del Golden Circle, il Circuito d’Oro che si percorre durante l’escursione a tre delle attrazioni più celebri dell’isola: il Parco Nazionale Þingvellir, il più antico parco del Paese, nominato dal 2 grandi strapiombi: il primo di 11 metri; il secondo di 21, che terminano in un immenso canyon alto 70 metri e lungo 2 km e mezzo.

La portata media dell’acqua è di circa 110 metri cubi al secondo…una potenza impressionante che, nelle giornate soleggiate, dà vita ad un fenomeno naturale ricco di fascino: il vapore, in estate, genera numerosi arcobaleni che rendono ancora più fiabesco il cielo sopra la cascata. Durante le giornate piovose, invece, la foschia avvolge completamente il secondo salto, lasciando delusi i visitatori. La cascata Gullfoss, situata a sole due ore da Reykjavik in auto, percorrendo la strada 35, è soprannominata “la regina di tutte le cascate islandesi” per via della sua teatralità, degli effetti mozzafiato che crea, soprattutto per i giochi di luce del suo doppio salto. All’inizio del XX secolo, una società inglese era intenzionata all’acquisto della cascata per costruire una diga che alimentasse una centrale idroelettrica. Una contadina del posto, Sigriour Tomasdottir, della fattoria Brattholt, alla quale apparteneva la cascata, si oppose con successo a quella operazione industriale, minacciando di buttarsi nella Gullfoss se il governo inglese avesse approvato il progetto della diga. In realtà la causa fu vinta dalla società inglese ma la diga non venne mai costruita per rinuncia, da parte della stessa società. Nelle vicinanze della maestosa ed imponente cascata venne costruito, tempo dopo, un monumento in ricordo della coraggiosa contadina.