Erano le 05:20 del 28 dicembre 1908 e una lunghissima scossa di terremoto di 37 secondi (magnitudo stimata 7.2, tra le più forti della storia d’Italia) rase al suolo quasi tutto tra le due sponde
Oggi, 28 dicembre 2015, si celebra il 107° anniversario del disastroso terremoto dello Stretto di Messina uno degli eventi più catastrofici del mondo negli ultimi due secoli. Erano le 05:20 del 28 dicembre 1908 e una lunghissima scossa di 37 secondi (magnitudo stimata 7.2, tra le più forti della storia d’Italia) rase al suolo quasi tutto tra le due sponde. La città di Messina, con il crollo di circa il 90% dei suoi edifici, fu quasi rasa al suolo. Gravissimi i danni riportati da Reggio Calabria e da molteplici altri centri abitati del circondario. Furono sconvolte le vie di comunicazione stradali e ferroviarie nonché le linee telegrafiche e telefoniche. L’illuminazione stradale e cittadina venne di colpo a mancare a Messina, Reggio, Villa San Giovanni e Palmi, a causa dei guasti che si produssero nei cavi dell’energia elettrica e della rottura dei tubi del gas.
A Reggio Calabria andarono distrutti diversi edifici pubblici. Caserme e ospedali subirono gravi danni, 600 le vittime del 22.mo fanteria dislocate nella caserma Mezzacapo, mentre all’Ospedale civile, su 230 malati ricoverati se ne salvarono solo 29. Ai danni provocati dalle scosse sismiche e a quello degli incendi si aggiunsero quelli cagionati dal maremoto, di impressionante violenza, che si riversò sulle zone costiere di tutto lo Stretto di Messina con ondate devastanti stimate, a seconda delle località della costa orientale della Sicilia, da 6 m a 12 m di altezza (13 metri a Pellaro, frazione meridionale di Reggio Calabria).

