L’invenzione della lampada a incandescenza, per mano di Thomas Edison, rivoluzionò il mondo. Suoi i diritti, ma non tutti i meriti.
Oggi è il 136° anniversario della dimostrazione pubblica ufficiale del funzionamento della lampada a incandescenza di Thomas Edison. In realtà bisogna sapere che l’invenzione era stata messa a punto, con molto meno successo, dall’inglese Joseph Wilson Swan già nel 1860 e brevettata nel 1878. Ancora prima, nel 1854, l’elettrotecnico tedesco Heinrich Goebel inventò una lampada a incandescenza nel vuoto con filamento di fibra di bambù carbonizzata. Tra l’altro, nello stesso periodo storico, molti altri lavoravano a questa idea rivoluzionaria, tra i quali il torinese Alessandro Cruto.
Perché allora fu Edison ad avere i diritti sulla lampadina? Primo, perché presen
tò una lampada molto più durevole delle altre, poiché il principale problema dell’invenzione fu proprio quello di impiegare dei filamenti realizzati con materiali resistenti nel tempo. Secondo, ma non meno importante, perché Thomas Alavin Edison aveva una grande disponibilità economica, tale da poter acquistare scoperte da altri inventori, in modo da poterle perfezionare e poi, successivamente, intestare il brevetto delle invenzioni di altri a suo nome. Inoltre, essendo un grande imprenditore, Edison ebbe il merito di aver messo l’invenzione a disposizione del più ampio commercio internazionale. Dal 1880, dopo che egli brevettò il sistema di distribuzione dell’energia elettrica, la città di New York fu la prima ad usufruirne. Da allora la grande metropoli statunitense non si addormentò mai più.