Accadde oggi: nel 2007 l’incidente alla ThyssenKrupp

Sei operai morti in un rogo, sei persone condannate e 13 milioni di euro alle famiglie delle vittime: questi i numeri di una tragedia che ha acceso un faro sulla sicurezza sul lavoro in Italia

Il 15 aprile 2011 la Corte d’Assise di Torino ha condannato a 16 anni e mezzo di reclusione l’amministratore delegato della ThyssenKrupp, Harald Espenhahn, con l’accusa di omicidio volontario. Cosimo Cafueri, responsabile della sicurezza, Giuseppe Salerno, responsabile dello stabilimento di Torino, Gerald Priegnitz e Marco Pucci, membri del comitato esecutivo dell’azienda, sono invece stati condannati a 13 anni e 6 mesi con l’accusa di omicidio e incendio colposi e omissione delle cautele antinfortunistiche. Daniele Moroni, invece, membro del comitato esecutivo dell’azienda, è stato condannato a 10 anni e 10 mesi.

thyssenkrupp-324x266-thumbLe condanne in questione sono arrivate a seguito dei tragici fatti avvenuti nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, negli stabilimenti di Torino. Era da poco passata l’una, quando sulla linea 5 dell’acciaieria torinese sette operai furono investiti da un’improvvisa fuoriuscita di olio bollente, che prese fuoco causando un incendio devastante. I colleghi presenti in quel momento allertarono i vigili del fuoco e tempestivamente, intorno all’1:15, giunsero sul posto le ambulanze del 118, che trasportarono i feriti in ospedale. Antonio Schiavone fu il primo, degli sfortunati operai, che morì alle 4 del mattino. E nei giorni successivi, l’ultimo il 30 dicembre, morirono anche gli altri sei, a causa delle gravissime ferite riportate. Si tratta di Giuseppe Demasi, Angelo Laurino,Rocco Marzo,Rosario Rodinò,Bruno Santino e Roberto Scola. Ci fu un solo superstite tra gli operai coinvolti nel grave incidente, che divenne così anche l’unico testimone oculare: Antonio Boccuzzi, il quale al momento dei fatti era dipendente dell’azienda da ben 13 anni. L’uomo, tra l’altro sindacalista della UILM, assumerà poi un ruolo fondamentale nelk corso del processo che vide imputati, a vario titolo, i responsabili dell’azienda.

Inizialmente la ThyssenKrupp ricusò qualsiasi responsabilità, arrivando addirittura ad accusare gli operai che avevano perso la vita nell’incidente, di essere stati proprio loro a provocare l’incidente a causa di “errori dovuti a circostanze sfavorevoli”. Ma le indagini dimostrano il contrario, e nel 2008 l’azienda tedesca “risarcisce” con quasi 13 milioni di euro le famiglie dei sette operai morti, mentre queste decidono di non costituirsi parte civile, ma le condanne per i responsabili arriveranno comunque, nel 2011 appunto. Lo stabilimento di Torino della ThyssenKrupp è stato definitivamente chiuso nel marzo del 2008 con un accordo stipulato tra l’azienda, i sindacati, le istituzioni locali e i ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico.