Si tratta della collezione di olivo più vasta del mondo quella presente presso il Cnr-Ivalsa, un museo per valorizzarne la biodiversità
Presso l’azienda sperimentale del Cnr-Ivalsa “Santa Paolina” di Follonica, in provincia di Grosseto, è possibile ammirare la più vasta collezione di olivo più vasta al mondo. Un “museo” per valorizzare un così ampio patrimonio di biodiversità, oggetto di studi e ricerche presso l’Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, i cui risultati sono condivisi con le imprese per valorizzare e innalzare la qualità dell’olio extravergine di oliva.
Il Cnr-Ivalsa “è impegnato da anni in progetti innovativi legati alla valorizzazione dell’olio extravergine di oliva sviluppati insieme a importanti imprese del settore agro-industriale“, uno scambio “proficuo tra aziende private e mondo della ricerca che tocca l’intera filiera di produzione, dai nuovi sistemi di certificazione delle piante alla messa a punto di moderne strategie di fertilizzazione e di difesa, dai nuovi prodotti per la chiarifica e la filtrazione allo sviluppo di prodotti a base di cacao e olio extravergine” spiega Mauro Centritto, direttore del Cnr-Ivalsa.
“L’azienda del Cnr – precisa Centritto – con il suo enorme patrimonio di biodiversità ha già fornito importati informazioni sulle potenzialità degli oli monovarietali, ma potrà essere di grande utilità in diversi altri campi di ricerca sia di base sia applicata“. “In questo momento -spiega inoltre Centritto- Ivalsa è impegnato nello studio di moderne tecnologie per lo studio degli stress ambientali quale l’applicazione di sensori a contatto della pianta o portati a distanza da droni“.
Stando alle statistiche elaborate dal Cnr su dati Ismea, si stima che la produzione di olio di oliva a livello mondiale è in costante crescita, ma l’Italia resta comunque indietro con 442 mila tonnellate a fronte di circa 1110 mila tonnellate di olio prodotte nel 2013 dalla Spagna, perdendo così costantemente quote nell’export, con allo stesso tempo la necessità di dover acquistare olio da altri Paesi per rispondere alla domanda interna. Inoltre, da gennaio a dicembre, sono giunte dall’estero ben 666 mila tonnellate di olio di oliva e sansa, mai così tante negli ultimi 20 anni, con una spesa che ha superato il miliardo e mezzo di euro.
