Alluvioni: in Inghilterra nasce la casa anfibia

Si tratta di una casa rialzata di circa mezzo metro rispetto al terreno e poggiante sui dei piloni che la isolano dal terreno

Il clima umido della Gran Bretagna risale probabilmente alla notte dei tempi. Ma il riscaldamento globale che sta flagellando il nostro Pianeta ha fatto sì che anche l’isola britannica, soffrisse a causa delle inondazioni, diventate sempre più serie e pericolose. E proprio per far fronte a questa situazione un gruppo di architetti londinesi ha proposto una soluzione a dir poco intelligente: la casa anfibia.

Come spiega Joanna O’Callaghan, che abita nella verde e tranquilla campagna inglese, “La nostra casa è rialzata di circa mezzo metro rispetto al terreno. In pratica poggia sui dei piloni che la isolano dal terreno. In modo che l’acqua possa scorrere via senza danni nel caso il torrente che vedete laggiù dovesse esondare”. Joanna e suo marito hanno costruito questa geniale casa nell’Oxfordshire, nell’Inghilterra sud-orientale, lo scorso anno, tenendo in considerazione il problema del rischio alluvioni presente in quelle pianure.

Il design dell’abitazione è stato ideato da una società di architettura, la Baca Architects, specializzata nella creazioni di abitazioni che siano in grado di affrontare possibili rischi idrogeologici. E il loro cavallo di battaglia p proprio l’Amphibious house. “La casa anfibia poggia sul terreno”, spiega Richard Coutts, cofondatore di Baca Architects. “Ma di solito si trova vicino a un fiume o a un corso d’acqua e quando il sito subisce un’inondazione sfrutta la sua base galleggiante che consente alla casa di salire in caso di un’alluvione, mantenendo una distanza di sicurezza rispetto al livello dell’acqua”.

In anni recenti la Gran Bretagna è stata colpita da drammatiche alluvioni, con l’inverno 2014 passato agli annali della storia come una delle stagioni più umide di sempre. E proprio per questo la Baca Architects ha optato per la strategia dell’aikido, che si basa sul principio di non resistenza, ovvero l’esatto opposto del concetto, più che altro occidentale, del “mi spezzo ma non piego”. La teoria di base, dunque, è quella secondo cui è meglio adattarsi ai cambiamenti naturali per neutralizzarli, piuttosto che affrontarli con la forza, dannosa per tutti.