Amazzonia: chi combatte il deforestamento viene minacciato a morte

“Lavoriamo sulla base della coscientizzazione e nell’articolazione per combattere il deforestamento. Tanti leader coinvolti nella lotta al deforestamento illegale e in difesa dei diritti umani sono minacciati di morte”

Si corre il rischio di rendere l’Amazzonia un deserto. Siamo soggetti a interessi economici e azioni criminose: il legno è commercializzato come se fosse legale, però si calcola che più del 50% di questo legno sia esportato illegalmente per l’Europa e America del Nord. Insieme con le comunità lavoriamo sulla base della coscientizzazione e nell’articolazione per combattere il deforestamento. Tanti leader coinvolti nella lotta al deforestamento illegale e in difesa dei diritti umani sono minacciati di morte“. Lo ha detto monsignor Bernardo Johannes Bahlmann, vescovo di Obidos (Brasile), che ha denunciato il deforestamento dell’Amazzonia, presentando in Vaticano il manuale ‘Making human rights work for people living in extreme poverty: a handbook for implementing the Un guiding principles on extreme poverty and human rights‘.

Davanti a queste situazioni – ha aggiunto Bahlmann – abbiamo incominciato a ristrutturare il nostro lavoro e a sviluppare nuove strategie per migliorare il lavoro di coordinamento con azioni di migliore sostenibilità. La seconda parte del Manuale aiuta molto a creare delle forti e affidabili relazioni. Le attività si costruiscono sulla base della fiducia, nell’articolazione e nella trasparenza degli obiettivi. Vogliamo fare più passi in direzione del superamento delle difficoltà nel combattere il deforestamento. Sarà necessario creare un “Movimento Verde” con l’obiettivo di fare un intenso lavoro di riforestazione nella nostra regione dell’Amazzonia. Non possiamo restare soltanto nella denuncia, ma dobbiamo scatenare azioni positive. Già ci sono dei lavori molto buoni nell’ambito della Chiesa Cattolica, come in altre organizzazioni non governative ed anche governative“.

La nostra Diocesi – ha detto ancora Bahlmann – si propone di fare la sua parte contribuendo nella coscientizzazione cristiana e dei diritti di una cittadinanza integrata. Non possiamo chiudere gli occhi davanti a delle situazioni sociali che si aggravano sempre di più. Già lavoriamo con delle comunità e dei leaders per riuscire a cambiare la situazione. Il vantaggio come Chiesa è che non abbiamo necessità di fondare delle comunità e creare una rete sociale, perché questa c’è già, tramite migliaia di agenti di pastorale e di persone impegnate con le cause per l’Amazzonia“.