Il 17 dicembre alle 12.51 ora italiana il vettore Soyuz sarà lanciato dalla base di lancio di Sinnamary nella Guyana francese
Ultimo lancio dell’anno per Arianespace, il dodicesimo del 2015, che porterà in orbita i satelliti 11 e 12 del sistema di navigazione satellitare europeo Galileo. Il vettore Soyuz sarà lanciato dalla base di lancio di Sinnamary nella Guyana francese il 17 dicembre alle 12.51 ora italiana. Circa 3 ore e 48 minuti dopo il lancio la nuova coppia di satelliti sarà rilasciata dal vettore all’altitudine stabilita di 23.222 chilometri e nell’orbita circolare prefissata.
Per buona parte del prossimo anno, ha spiegato l’Asi, la campagna di lanci si fermerà per lasciare spazio a una campagna di test sui satelliti già in orbita. “I primi sei mesi del 2016 saranno dedicati a un’intensa campagna di test, in vista dell’avvio ufficiale dell’operatività con la fase denominata ‘Initial Services‘, che è l’obiettivo posto dalla Commissione europea per la fine dell’anno”, ha dichiarato Mario Caporale, delegato al programma Galileo per l’Agenzia Spaziale Italiana. Il successo del lancio in programma la prossima settimana è fondamentale, dato che sono necessari 9-10 satelliti operativi. La coppia 5-6 – i satelliti Doresa e Milena – lanciata l’anno scorso e finita in un’orbita sbagliata, è stata poi integrata nella costellazione con funzionalità parziali in seguito alla stabilizzazione dell’orbita.
Intanto l’Esa ha annunciato di aver terminato con successo i test sulla coppia 7-8, lanciata lo scorso marzo, che ora è concretamente operativa, mentre sono in corso i test sull’ultima coppia, messa in orbita a settembre, che saranno perfezionati all’inizio del 2016. I lanci riprenderanno nella seconda metà del prossimo anno, con una sola data e un diverso vettore: sarà infatti un lanciatore Ariane 5 a portare in orbita, entro fine anno, due coppie di satelliti Galileo in un unico volo, mentre l’ultimo lancio al momento contrattualizzato con la Soyuz sarà probabilmente utilizzato nel 2017. Una volta portata a termine, la costellazione di Galileo sarà costituita da 30 satelliti (27 operativi e 3 di riserva), ma ne basteranno già 24 per rendere pienamente operativa la rete di navigazione satellitare europea.
