Mentre i grandi della Terra discutono a Parigi di emissioni e cambiamenti climatici, Pechino è avvolta da giorni da una coltre di smog. La megalopoli cinese è però solo l`ultimo esempio delle conseguenze di uno sviluppo sfrenato e senza limiti: temperatureglobali che crescono, innalzamento del livello dei mari, riduzione della produttività agricola, desertificazione di vaste aree. E noi? Qual è il contributo che possiamo dare per abbassare la febbre del Pianeta? Lo spiegherà Valerio Rossi Albertini, fisico del Cnr e membro del comitato scientifico di Green Cross, a oltre 100 studenti che venerdì 11 novembre parteciperanno all`incontro in programma a Explora, il Museo dei bambini di Roma. “Si tratta di un momento divulgativo per illustrare agli studenti cos`è esattamente la febbre del Pianeta e quali pericoli corriamo a causa dell`innalzamento delle temperature – sottolinea Rossi Albertini – Soprattutto i giovani, che più da vicino vivranno le conseguenze del riscaldamento globale, devono essere informati su quanto sta accadendo alla Cop 21 per comprendere l`importanza di preservare gli equilibri degli ecosistemi anche attraverso le proprie scelte quotidiane”.
L`iniziativa fa parte delle azioni messe in campo da Green Cross con la campagna #2gradiesto, appello per sensibilizzare i cittadini a partecipare attivamente alle decisioni che saranno prese dai leader mondiali sullo scioglimento dei ghiacciai, l`emissione di gas serra, il riscaldamento globale. Gli scienziati hanno infatti fissato un limite oltre il quale la febbre della Terra porterebbe a scenari catastrofici: entro fine secolo, l`aumento della temperatura del Pianeta non deve superare i due gradi Celsius rispetto all`epoca pre-industriale e per ora siamo già a quota 0,8 gradi.
Bambini a scuola di cambiamenti climatici con Green Cross
