I cambiamenti climatici impazzano e cresce il numero di persone vulnerabili alla scarsità di cibo
Siamo agli sgoccioli della Conferenza di Parigi, ma è in crescita il numero di persone povere che soffrono la fame, soprattutto nelle regioni montane dei Paesi in via di sviluppo. Solo nel 2012 sono state registrate 329 milioni di persone, mentre nel 2000 se ne contavano 253 milioni. Il tasso delle persone, che soffre di insicurezza alimentare nelle regioni montane è cresciuto, nonostante quello della fame del mondo sia diminuito. A riferirlo è il rapporto ‘Mapping the vulnerability of mountain peoples to food insecurity‘ pubblicato dalla Fao e dalla Mountain Partnership in occasione della Giornata internazionale della montagna. Dal rapporto si evince che una persona sue tre che vive in zone montane soffre la fame e la malnutrizione. Perchè? Queste persone infatti dipendono da risorse naturali come la terra, l’acqua e la foresta, che a causa dei cambiamenti climatici sono a rischio estinzione.”Le condizioni di vita delle popolazioni di montagna si sono deteriorate e la loro vulnerabilità nei confronti della fame è aumentata. Climi rigidi e difficili, spesso territori inaccessibili, insieme alla marginalità politica e sociale, contribuiscono certamente a rendere le popolazioni montane particolarmente vulnerabili alla scarsità di cibo“, spiega il direttore generale della Fao José Graziano da Silva. “Adesso che siamo impegnati nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile la comunità internazionale e i partner che contribuiscono alle risorse sono esortati a investire nelle aree montane e a rafforzare l’impegno della Fao e della Mountain Partnership“, prosegue.

