La scarsità di piogge nei paesi dell’Europa meridionale rischia di aggravarsi su molte aree, non piove da oltre 70 giorni
Un Dicembre tutto da dimenticare. La presenza ingombrante dell’anticiclone sta avendo ripercussioni a dir poco disastrose in gran parte del territorio. Anche se non se ne parla molto la scarsità di piogge di questi mesi sta mettendo a dura prova l’agricoltura e tutto l’indotto collegato ad essa, non soltanto in Italia, ma anche sul resto del vecchio continente. Per non parlare dei danni enormi al settore turistico invernale, per la totale mancanza di neve fresca sui principali impianti sciistici di Alpi e Appennini. Insomma, c’è poco da stare allegri visto che all’orizzonte non è che si vedano tanti segnali di cambiamento, anzi tutt’altro che ben se ne dica. Spagna, Portogallo orientale, Francia meridionale, nord Italia, Sardegna, in particolare la parte settentrionale dell’isola, Austria, Slovenia e ovest dell’Ungheria sono i paesi più colpiti da questa fase siccitosa, aggravata dal mancato innevamento dei rilievi, che continuano a presentarsi spogli, pensate fin dai 2500, in qualche caso persino 3000 metri.

Dallo scorso 6 Novembre sulla Spagna regna incontrastato l’anticiclone, con conseguenti anomalie termiche positive. Solo sulle regioni del nord e su quelle occidentali si sono viste precipitazioni degne di nota, ma altrove la situazione è disastrosa. Ormai da oltre due mesi non piove su vaste aree della Meseta centrale, sulla Castiglia, così come sulla stessa Madrid. In molte di queste zone la carenza di precipitazioni rischia di acuirsi nel corso delle prossime settimane. Molti degli invasi artificiali che riforniscono le grandi città di acqua sono ai minimi, mentre l’agricoltura è in difficoltà e nelle città l’inquinamento dell’aria perdura da settimane per l’assenza di vento e precipitazioni con conseguenti misure di riduzione della circolazione automobilistica. Nel frattempo la sensibile riduzione delle precipitazioni e l’assenza di neve in montagna sta causando una grave magra di molto fiumi e laghi, ridotti ormai a livelli estivi. E se le precipitazioni continueranno a latitare anche lo stesso approvvigionamento diverrà sempre più problematico.