Clima, Giuliacci: “Continua a non piovere, necessarie misure di adattamento per il futuro”

“Dobbiamo ripensare le città in modo da poter sopportare ondate di caldo, nubifragi e lunghi periodi siccitosi. La corretta collocazione delle aree verdi e l’utilizzo di materiali adatti possono contribuire”

Per avere un po’ di tregua dallo smog, grazie all’intervento della pioggia, bisognerà attendere almeno il pomeriggio del 30 dicembre. L’alta pressione, infatti, diminuirà consentendo all’inquinamento di disperdersi nell’aria. Intanto, però, bisogna pensare misure di adattamento per il futuro, dato che il cambiamento climatico ormai è in corso ed è irreversibile. Raggiunto telefonicamente da LaPresse nel primo giorno di applicazione delle misure di blocco del traffico su Milano – dove il superamento delle soglie di Pm10 va avanti ormai dal 25 novembre – Andrea Giuliacci, meteorologo del Centro Epson Meteo, analizza quanto sta accadendo: “Continua a non piovere, la situazione è stabile, con un’alta pressione che rende l’aria stagnante. A cavallo di Capodanno, già a partire dalla seconda parte di mercoledì 30, ci sarà comunque un calo delle temperature. Non avremo una pioggia in grado di pulire l’aria dalle sostanze inquinanti, ma la riduzione dell’alta pressione che schiaccia gli inquinanti verso il basso porterà a una loro diluizione, distribuendoli su uno strato più ampio. In più ci sarà una maggiore ventilazione, che potrebbe risolvere in gran parte la situazione al Sud. Questo porterà anche a un raffreddamento delle temperature, proprio per effetto del vento“.

La tendenza ad avere inverni più miti è ormai consolidata – spiega ancora Giuliacci – e vale anche in casi come quello dell’ondata di gelo del febbraio 2012, che fu preceduta da un dicembre e un gennaio più caldi. Il clima in Italia si sta estremizzando, quello che diminuisce è la frequenza di periodi nella norma. Vale anche per le piogge: uno studio del Cnr dimostra che in 130 non è cambiata di molto la quantità di pioggia. Ma è cambiato il modo in cui piove: sono diminuiti i giorni piovosi, è diminuita la pioggia moderata“. Piove meno spesso, dunque, ma con un’intensità senza precedenti nella nostra penisola. Per quanto riguarda lo smog bisogna mettere in conto almeno tre misure da poter adottare: d’emergenza, di mitigazione e di adattamento. Quelle di emergenza, come il blocco del traffico di oggi, secondo Giuliacci “hanno senso perché permettono di non aggravare la situazione e limitare i danni“. Quelle di mitigazione, invece, possono essere utili a non rendere ancora più pericolosa una situazione già segnata da un evidente cambiamento climatico. “Per tornare ai livelli pre-industriali – sottolinea il meteorologo -, servirebbero comunque 1.000-2.000 anni“. Le misure più importanti, quindi, non possono che essere quelle di adattamento: “Dobbiamo ripensare le città in modo da poter sopportare ondate di caldo, nubifragi e lunghi periodi siccitosi. La corretta collocazione delle aree verdi e l’utilizzo di materiali adatti possono contribuire – conclude – così come un ripensamento nel modo in cui ci muoviamo, con un maggiore utilizzo dei mezzi pubblici e delle auto elettriche, che hanno il vantaggio di ridurre le sostanze inquinanti che respiriamo al momento“.