Popolazioni a rischio sete, epidemie e costrette a migrare: ecco cosa potrebbe succedere se non riusciremo a contenere il global warming
Aprire i rubinetti e veder scendere solo un filo d’acqua. Desiderare una zuppa di cereali e doverla pagare a peso d’oro. Fare immersione in paradisi esotici e trovare coralli senza piu’ colore. Le montagne, invece, senza piu’ neve. Bastano solo due gradi in piu’ di temperatura del Pianeta per dover cambiare anche alcune nostre abitudini. Certo, entro il 2100, e molti di noi non ci saranno piu’ ma sara’ la sorte di chi verra’ dopo di noi. Gli effetti dei cambiamenti climatici hanno gia’ colpito negli ultimi anni, con tsunami, siccita’, alluvioni. Quest’anno siamo ad un grado in piu’ della temperatura media globale e sara’ l’anno piu’ caldo di sempre. Per alcuni scienziati siamo gia’ in ritardo. Intervenire potrebbe non bastare perche’ gia’ proiettati verso un aumento di quasi tre gradi.
Se anche riuscissimo a contenere l’aumento della cosiddetta ‘febbre del Pianeta’ entro i due gradi, i ghiacciai dell’Artico potrebbero collassare e orsi, balene, pinguini, trichechi, leopardo delle nevi potrebbero sparire, un terzo dei 26mila esemplari che oggi resistono. Per trovare ancora certe isole dei Caraibi e del Pacifico su Google map la temperatura del mondo non deve aumentare oltre un grado e mezzo. Altrimenti potremmo ingrandire al massimo la cartina e non trovarle mai piu’. C’e’ eccome differenza in questo mezzo grado sul termometro del Pianeta. I ghiacci nell’Artico potrebbero dimezzarsi alzando anche di mezzo metro i mari che inonderebbero citta’ costiere dagli Stati Uniti al Giappone all’Italia stessa.
Ma altre zone del mondo, dall’Africa all’Asia, soffrirebbero di ondate di caldo prolungate e siccita’, con bacini idrici a secco (anche nel Mediterraneo), senza acqua potabile ne’ raccolti. Grano, riso, mais e soia si ridurrebbero sensibilmente, con un calo tanto piu’ accentuato quanto piu’ sale la febbre del Pianeta. Un miliardo e mezzo di persone costrette alla fame, a rischio di epidemie, dovrebbero migrare altrove. Secondo il team internazionale di esperti del Climate Analytics, sopra il grado e mezzo gli impatti devastanti del clima si impennano, soprattutto nelle regioni tropicali e subtropicali. Tra 1,5 e 2 gradi, dicono, c’e’ il passaggio “da eventi che sono al limite dell’attuale variabilita’ naturale a un nuovo regime climatico”. Le conseguenze peggiori ricadrebbero sulle regioni tropicali come Africa occidentale, sudest asiatico e America meridionale. Con un mondo piu’ caldo di tre gradi naturalmente gli effetti si amplificherebbero, 4,5 miliardi di persone sarebbero travolte da ondate di calore, 60 milioni da alluvioni, mentre 1,75 miliardi subirebbero stress idrici. Non sarebbe l’apocalisse, ma per alcune zone del Pianeta sarebbe molto simile.