Il clima “è in cima alle priorità italiane”, nonostante “ci siano ancora negazionisti”
Proseguono a Le Bourget i negoziati per mettere a punto la bozza del tanto auspicato accordo sul clima: oggi è stato il turno del summit dei primi cittadini. I sindaci hanno evocato un sogno “ambizioso”: un mondo alimentato al 100% dalle energie rinnovabili da qui al 2050. Il compito degli amministratori locali, in questo contesto, è di votare l’obiettivo di ridurre di 3,7 gigatonnellate le emissioni annuali di gas a effetto serra nelle zone urbane da qui al 2030. Anne Hildago, sindaco di Parigi, ha espresso la speranza che il summit non solo “rafforzi” l’accordo ma si “possa anche andare oltre”. Dal canto suo, l’ex sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha reso noto che condurrà un’iniziativa per consentire alle aziende di tutto il mondo di rendere pubblici i rischi dall’esposizione finanziaria al cambiamento climatico.
Il clima “è in cima alle priorità italiane“, nonostante “ci siano ancora negazionisti,” sottolinea il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. “Dal 2015 al 2020 l’Italia impegnerà sul clima 4 miliardi di euro“, “non credo che ci siano oggi priorità in Italia così rilevanti come gli effetti da cambiamenti climatici“. Si continuerà “a puntare sulle energie rinnovabili, sull’efficientamento energetico come facciamo con l’ecobonus per le ristrutturazioni edilizie, sulle autovetture elettriche, sui carburanti con minore incidenza in termini di emissioni e combattendo il dissesto idrogeologico“.
