Clima, Antonello Pasini del CNR esprime grande scetticismo sulla Conferenza del Clima in corso a Parigi
Mentre le negoziazioni su un nuovo accordo climatico globale proseguono a Parigi, ci si chiede se lo spirito di solidarietà espresso da oltre 150 leader possa portare a qualche risultato concreto. L’esperto italiano Antonello Pasini, scienziato dell’Istituto Sull’Inquinamento Atmosferico del CNR, ha dichiarato in un’intervista a Marzia De Giuli che “il problema è che mettendo assieme gli impegni volontari di ciascun Paese, il target dei 2°C […] non verrà raggiunto,” spiega Pasini all’agenzia Xinhua. L’incremento potrebbe attestarsi intorno ai 3°C, continua l’esperto, che ricorda come il Protocollo di Kyoto abbia adottato un approccio “dall’alto verso il basso” in riferimento alle negoziazioni sui cambiamenti climatici, basato sul target dei 2°C.

Nel 2009, quando i leader del pianeta si sono riuniti a Copenhagen, c’è stato un cambiamento nell’approccio a “dal basso verso l’alto“. “Sfortunatamente hanno fallito nel raggiungere un qualunque accordo quadro legalmente vincolante, cosicché, dopo, ogni Paese si è impegnato in modo volontario per il suo target di emissioni,” spiega Pasini. “Per questa ragione, anche se la Conferenza di Parigi finirà con un successo, non ci porterà a risolvere il problema del cambiamento climatico,” dichiara a Xinhua. Ancora peggio, “alcuni Paesi potrebbero decidere di non aderire,” aggiunge.
Confidare negli impegni volontari dei singoli Paesi potrebbe certamente essere un “primo step per una soluzione del problema per i decenni futuri, ma stiamo pagando adesso il prezzo delle emissioni di anidride carbonica prodotta 50 anni fa,” precisa Pasini. Se la temperatura dovesse eccedere il target dei 2°C, gli effetti del cambiamento climatico potrebbero essere molto seri, continua l’esperto. “Stiamo iniziando a vedere i primi danni causati dal cambiamento climatico, e tutti i nostri modelli mostrano un futuro ancora peggiore. Abbiamo assistito a ondate di calore da record, precipitazioni torrenziali, considerando il fatto che stiamo costruendo edifici ed infrastrutture dove non dovremmo” ha concluso.
